ROMA – “Tutto ciò che è stato detto di me è falso, quindi è diffamatorio”, ha dichiarato Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, replicando alle accuse arrivate dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, che ne ha chiesto le dimissioni tacciandola di antisemitismo. 

Intervenendo a Piazzapulita su La7, Albanese ha definito “gravissimo” l’attacco del ministro francese, sottolineando che la richiesta di dimissioni si basa su “informazioni non veritiere” e su un video “manomesso” relativo al suo intervento del 7 febbraio all’Al Jazeera Forum di Doha.  

“Mi aspetto che il ministro si scusi perché ha detto una cosa sbagliata. Se non lo farà è malafede”, ha aggiunto Albanese, intervenendo in collegamento video durante un evento a Milano con l’eurodeputata Pd Cecilia Strada, figlia di Gino, il chirurgo di guerra fondatore della ong Emergency nel 1994 e morto nel 2021. 

Il filmato, diffuso dall’organizzazione Un Watch – considerata storicamente molto vicina a Israele - è stato infatti tagliato in modo da attribuirle l’espressione “Israele nemico dell’umanità”. Frase che non viene però mai pronunciato nell’intervento completo della relatrice. 

Nel suo discorso, la relatrice ha criticato la comunità internazionale per aver continuato a garantire a Israele sostegno politico, economico e militare, e una parte dei media occidentali, accusandoli di aver contribuito a diffondere una “narrazione genocidaria” e “di apartheid”, ma non ha associato lo stato ebraico alla definizione “nemico dell’umanità”. 

Il passaggio contestato, infatti, si trova nella parte finale dell’intervento, quando Albanese ha affermato che “il diritto internazionale è stato colpito al cuore, e la comunità internazionale non si era mai trovata prima davanti a sfide di questo tipo. Noi, che non controlliamo grandi risorse finanziarie, né algoritmi né armi, stiamo capendo che, come umanità, abbiamo un nemico comune”.  

Sulla vicenda è intervenuto anche Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che ha parlato di una “campagna di manipolazione politica” contro la giurista italiana, sostenendo che il video sarebbe stato diffuso per delegittimarla. Bonelli ha chiesto al governo francese di scusarsi, affermando che il dibattito dovrebbe concentrarsi sui fatti e non su una frase contestata.