PARIGI - In un discorso di 50 minuti pronunciato dalla base sottomarina di Ile Longue, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un piano senza precedenti: l’ampliamento dell’arsenale atomico di Parigi e la condivisione della deterrenza con gli alleati europei. È il passo più concreto verso l’emancipazione militare del continente dalla tutela degli Stati Uniti.
Macron ha svelato che otto nazioni hanno già accettato di partecipare a una rete di difesa strategica coordinata da Parigi. L’obiettivo è creare una “force de frappe” continentale capace di rispondere ai rapidi sconvolgimenti geopolitici attuali, coinvolgendo partner chiave come Germania, Polonia, Svezia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Belgio, Grecia e Danimarca.
Per attuare questo piano, Parigi e Berlino hanno istituito un “gruppo direttivo nucleare” volto a integrare le forze aeree strategiche francesi nelle difese dei partner. Grazie a questa nuova mobilità tattica, le testate e i vettori francesi potranno essere dispiegati temporaneamente in tutto il continente, con lo scopo di complicare i calcoli degli avversari.
“Oggi più che mai, indipendenza non può significare isolamento. Ci stiamo armando insieme ai nostri amici affinché i nostri nemici non osino mai attaccarci”, ha dichiarato Macron, incassando il plauso immediato del premier polacco Donald Tusk.
La Francia, che detiene attualmente il quarto arsenale nucleare al mondo con circa 290 testate, è pronta a incrementare la produzione. Sebbene Macron non abbia fornito numeri precisi sull’aumento, ha chiarito due punti fermi: la sovranità assoluta, poiché l’ultima parola sull’impiego delle armi resterà esclusivamente all’Eliseo, e l’integrazione con la Nato. Il piano è infatti concepito per aumentare, e non sostituire, la deterrenza dell’Alleanza Atlantica, offrendo però un’alternativa europea autonoma.
L’iniziativa ha scatenato una dura reazione del Rassemblement National. In una nota congiunta, Marine Le Pen e Jordan Bardella hanno accusato Macron di svendere il “gioiello della corona” francese. “Questo concetto significa disperdere le nostre risorse nucleari sul territorio europeo. Difenderemo la sovranità della nostra forza nucleare con il massimo vigore fino alle prossime presidenziali”.