FIRENZE - Colpo di scena nelle indagini sulla morte di Franka Ludwig, l’escursionista tedesca di 52 anni trovata senza vita il 2 luglio 2025, lungo una pista sterrata a Castagno d’Andrea, sull’Appennino fiorentino. Quella che inizialmente era apparsa come una possibile tragedia accidentale sarebbe stata, secondo la Procura di Firenze, un omicidio pianificato nei minimi dettagli per incassare un ingente premio assicurativo. 

La magistratura ha disposto il fermo del compagno della vittima, Emiliano Milza, 52 anni, e dell’amica Simona Hirsch, 59, entrambi residenti a Firenze. Soo accusati di omicidio volontario premeditato, maltrattamenti aggravati contro familiari, truffa aggravata e frode assicurativa. Per gli inquirenti, Milza avrebbe ideato il piano e la donna avrebbe avuto un ruolo esecutivo. 

Il corpo di Franka presentava profonde ferite alla testa e a un arto, compatibili inizialmente con l’ipotesi di un investimento accidentale, forse causato dal passaggio di mezzi pesanti impegnati nel trasporto di legname. Tuttavia, l’autopsia, unita a un quadro probatorio costruito anche grazie a circa 140 testimonianze, ha fatto emergere una ricostruzione completamente diversa. 

Secondo l’accusa, Milza avrebbe conosciuto la vittima nel 2016 e negli anni l’avrebbe manipolata, inducendola anche a diventare madre attraverso un’ovodonazione eterologa, con un figlio nato nel 2025. Un passaggio che, per la Procura, rientrerebbe in una strategia finalizzata esclusivamente a rafforzare il controllo economico sulla donna. 

A distanza di appena un mese dalla nascita del bambino, l’uomo avrebbe stipulato cinque polizze assicurative sulla vita della compagna, per un valore complessivo superiore ai tre milioni di euro, pagando la prima rata semestrale e inserendo una clausola che triplicava l’indennizzo in caso di morte per incidente stradale: proprio lo scenario che sarebbe stato simulato dopo il delitto. 

Il piano si sarebbe svolto durante un soggiorno turistico organizzato ad hoc, con il coinvolgimento inconsapevole dei genitori della vittima, arrivati dalla Germania, ai quali era stato affidato il neonato.  

La mattina del 2 luglio, secondo gli investigatori, Franka Ludwig sarebbe stata sedata di nascosto con una massiccia dose di benzodiazepine, e a quel punto Milza si sarebbe defilato, lasciando all’amica la fase finale. 

La donna avrebbe condotto la vittima, già in stato di semicoscienza, in un tratto isolato, l’avrebbe scaricata sul ciglio della strada e colpita più volte alla testa con una grossa pietra, passando infine con l’auto sul corpo per simulare un incidente. 

Nell’inchiesta è indagato anche un consulente del lavoro, per concorso in frode assicurativa: avrebbe aiutato Milza a individuare le compagnie e gli intermediari per la stipula delle polizze. 

Su disposizione del pm Andrea Cusani, i carabinieri del Nucleo investigativo di Firenze e della Compagnia di Pontassieve hanno effettuato perquisizioni domiciliari, locali e informatiche, sequestrando documentazione ora al vaglio degli inquirenti.