MADRID - In una mossa che segna una profonda frattura all’interno della cooperazione militare occidentale, la Spagna ha ufficialmente negato il sostegno logistico all’azione congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.  

La posizione di fermezza del governo di Madrid ha costretto il Pentagono a una rapida riorganizzazione strategica, con il ritiro di una decina di aerei cisterna KC-135 dalle basi di Morón de la Frontera e Rota, ora trasferiti in Francia e Germania. 

La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha giustificato la decisione richiamando i termini degli accordi di cooperazione bilaterale. Secondo Madrid, infatti, le truppe statunitensi ospitate sul suolo spagnolo devono operare rigorosamente nell’ambito della legalità internazionale. 

Robles ha sottolineato che l’attuale offensiva è un’operazione unilaterale, priva del sostegno di organizzazioni multinazionali come l’Onu, la Nato o l’Ue. “Le basi non daranno appoggio, a meno che non sia strettamente necessario dal punto di vista umanitario. Fino a quando non ci sarà una soluzione diplomatica, il trattato non sarà applicato”, ha ribadito la ministra. 

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, che ha rivendicato l’indipendenza della politica estera spagnola in un momento di estrema tensione. “La voce dell’Europa deve essere una voce di equilibrio e moderazione. Una logica di violenza fuori dalla Carta delle Nazioni Unite porta solo a una spirale di azioni militari senza obiettivi chiari. Il nostro dovere è difendere il diritto internazionale e tornare al tavolo negoziale”. 

Il premier Pedro Sanchez è intervenuto con un messaggio netto, condannando l’escalation che sta infiammando l’intera regione. Sanchez ha elencato i paesi colpiti dalla ritorsione iraniana (tra cui Arabia Saudita, Bahrein, Qatar e Cipro) definendo gli attacchi “illegali e indiscriminati”. 

Tuttavia, il premier non ha risparmiato critiche all’offensiva alleata, condannando il lancio di missili di Hezbollah ma anche l’attacco di Israele al Libano. “Le bombe colpiscono obiettivi militari, ma anche strade, scuole e case di civili innocenti. Bisogna interrompere immediatamente questa spirale”, ha scritto Sanchez, confermando la scelta di non entrare nel merito operativo della guerra.