PAVIA - La Guardia di Finanza di Pavia ha arrestato tre persone accusate di aver organizzato una frode fiscale legata alle vendite online. L’indagine, coordinata dalla Procura di Pavia, ha portato in carcere una commercialista milanese, mentre per due imprenditori sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. 

Secondo gli investigatori, i due sarebbero stati amministratori di fatto di alcune società con sede operativa tra la Lomellina e il Milanese utilizzate per mettere in piedi il sistema fraudolento. 

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno ricostruito un meccanismo di “frodi carosello” sull’Iva, cioè un sistema basato su società che emettono fatture per operazioni inesistenti per generare crediti fiscali e ridurre il pagamento dell’imposta. Il valore complessivo della truffa, proseguita per anni, è stato quantificato in oltre 28 milioni di euro. 

Il sistema avrebbe consentito da un lato di sottrarre risorse all’erario e dall’altro di acquistare prodotti a prezzi più bassi rispetto alla concorrenza, rivendendoli rapidamente attraverso piattaforme di commercio elettronico. 

L’inchiesta, avviata nell’ottobre del 2024, ha portato anche al sequestro preventivo di 22 immobili tra Vigevano e Milano riconducibili ai due imprenditori arrestati, oltre a orologi di lusso e a disponibilità finanziarie. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la commercialista avrebbe avuto un ruolo centrale nell’organizzazione: si sarebbe occupata di creare società cosiddette “cartiere”, cioè aziende fittizie utilizzate solo per emettere fatture false, e di predisporre la documentazione necessaria per far apparire regolari le operazioni.  

Per questa attività avrebbe percepito un compenso compreso tra l’11 e il 13% del valore totale delle fatture emesse.