ROMA - Le perquisizioni negli uffici del Garante della Privacy e l’indagine della Procura di Roma sul collegio rappresentano l’ultimo capitolo di uno scontro acceso da mesi tra l’Autorità e Report. 

Indagati sono il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, e tutti gli altri membri del collegio e i reati ipotizzati sono peculato e corruzione. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. Nel corso dell’attività investigativa i finanzieri hanno acquisito cellulari e computer. 

L’inchiesta nasce dopo una serie di servizi di Report che hanno acceso i riflettori sulle spese dell’Autorità e su alcune procedure di sanzione ritenute poco trasparenti. “Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della Privacy”, ha scritto su Facebook il conduttore Sigfrido Ranucci, spiegando che “in seguito ai servizi di Report, la procura ha aperto un’indagine”.  

Al centro dell’attenzione ci sarebbero, in particolare, le spese di rappresentanza sostenute dai vertici dell’Autorità, come viaggi, rimborsi e costi istituzionali, ritenute poco trasparenti per modalità e criteri di autorizzazione, e la gestione del procedimento su Meta relativo ai Ray-Ban Stories.  

Secondo quanto emerso, nonostante le criticità segnalate sul piano della tutela dei dati personali con il lancio dei primi smart glasses con telecamera, l’ipotesi iniziale di una sanzione significativa sarebbe stata progressivamente ridimensionata fino a non tradursi in alcuna multa effettiva, anche per intervenuta prescrizione, sollevando dubbi sulle scelte adottate dall’Autorità. 

La tensione era esplosa il 23 ottobre scorso con la sanzione da 150 mila euro inflitta alla Rai per la diffusione, da parte della trasmissione di Rai 3, dell’audio tra l’allora ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini sulla vicenda Boccia.  

“Qualcuno sta armando il Garante della Privacy per punire Report”, aveva denunciato il conduttore Sigfrido Ranucci, parlando di un segnale intimidatorio verso il giornalismo d’inchiesta. 

Da quel momento il programma ha dedicato più servizi all’Autorità, puntando in particolare sul ruolo di Agostino Ghiglia. La trasmissione ha mostrato immagini che lo ritraevano nella sede di Fratelli d’Italia il giorno prima della sanzione alla Rai, ipotizzando interferenze politiche, ricostruzione sempre respinta dall’interessato.  

Successivamente Report ha sostenuto che Sangiuliano avesse inoltrato a Ghiglia i ricorsi presentati da lui e dalla moglie e che questi fossero stati trattati come urgenti. Ghiglia ha ammesso di aver ricevuto il messaggio, negando però qualsiasi pressione. 

Al centro delle inchieste televisive anche presunti conflitti di interesse dei componenti del collegio, compreso il presidente Pasquale Stanzione, i rapporti con studi legali e università, la sanzione definita “meramente formale” a Ita Airways e la gestione del caso del sito Phica.net.  

Dopo le richieste di dimissioni rivolte al collegio, tutte respinte, a fare un passo indietro è stato il segretario generale dell’Autorità Angelo Fanizza, quasi due mesi fa. Le sue dimissioni sarebbero legate a un tentativo di accesso alle email interne per individuare la fonte delle informazioni finite a Report, episodio che aveva ulteriormente alimentato le polemiche.