PAVIA - Gli avvocati di Andrea Sempio chiederanno di sospendere il procedimento per l’omicidio di Chiara Poggi, dopo che la Procura di Pavia ha sollecitato il rinvio a giudizio del trentottenne.
La difesa vuole che prima venga esaminata la richiesta di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima che sta scontando 16 anni di carcere per lo stesso delitto. La richiesta di processo, depositata il 3 novembre, apre una nuova fase giudiziaria nel caso Garlasco.
Sempio è accusato di aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007, colpendola ripetutamente alla testa e al volto nella sua abitazione. Secondo la Procura, il movente sarebbe legato al rifiuto di un approccio sessuale da parte della giovane.
Nel capo d’imputazione sono contestate due aggravanti: la crudeltà, per le almeno dodici lesioni riscontrate sul cranio e sul volto della vittima, e i motivi abietti, che i magistrati riconducono al presunto rancore maturato dopo il rifiuto.
Il prossimo passaggio sarà l’udienza preliminare. Il giudice potrà decidere di mandare Sempio a processo, pronunciare una sentenza di non luogo a procedere oppure disporre ulteriori accertamenti se riterrà insufficienti gli elementi disponibili per una decisione.
La data non è ancora stata fissata, ma il codice di procedura penale prevede tempi brevi per la convocazione. Tuttavia, la complessità del fascicolo potrebbe comportare uno slittamento.
Secondo l’avvocato Liborio Cataliotti, che difende Sempio insieme alla collega Angela Taccia, la prima udienza potrebbe tenersi nel 2027.
Prima ancora di affrontare il merito delle accuse, i legali intendono sollevare una questione procedurale che riguarda la condanna di Stasi. L’argomento della difesa è che, per l’omicidio di Chiara Poggi, esiste già una sentenza definitiva nei confronti di un’altra persona e i legali ritengono quindi necessario chiarire se sia possibile procedere mentre quella condanna resta valida.
La richiesta non comporterà automaticamente lo stop al procedimento. Sarà il gup a valutare se la questione sia rilevante e sufficientemente fondata da giustificare l’intervento della Corte Costituzionale
Se il procedimento nei confronti di Sempio dovesse proseguire, la difesa potrebbe chiedere ulteriori approfondimenti sulle prove scientifiche e sugli elementi investigativi raccolti dalla Procura.
Resterebbe inoltre da scegliere il rito processuale. Sempio potrebbe chiedere di essere giudicato con rito abbreviato, davanti allo stesso giudice dell’udienza preliminare, oppure affrontare il dibattimento ordinario davanti alla Corte d’Assise.
La possibilità del rito abbreviato è particolarmente delicata perché le aggravanti contestate prevedono anche la pena dell’ergastolo, per la quale la normativa attuale esclude generalmente questa procedura. Il delitto risale però al 2007, prima dell’entrata in vigore delle restrizioni più recenti, circostanza che potrebbe consentire l’applicazione delle regole precedenti.
Sempio, attraverso i suoi avvocati, ha ribadito di essere pronto ad affrontare il procedimento e di essere convinto che verrà dimostrata la sua innocenza.