WASHINGTON - L’annuncio è stato fatto dall’inviato speciale del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, che ha comunicato l’avvio di una nuova fase incentrata sulla smilitarizzazione, sulla governance tecnica del territorio e sulla ricostruzione.
Secondo quanto reso noto, è stato istituito un organismo palestinese a carattere tecnocratico, destinato a svolgere un ruolo chiave nell’amministrazione di Gaza durante una fase di transizione. “Oggi annunciamo il lancio della Fase Due del piano in 20 punti del presidente Trump per porre fine al conflitto a Gaza”, ha scritto Witkoff sui social, spiegando che il processo passa ora dal cessate il fuoco alla gestione civile e alla ricostruzione.
Il nuovo organismo, denominato “Comitato Nazionale per l’amministrazione di Gaza”, sarà composto da 15 membri e sarà guidato da Ali Shaath, ex vice ministro dell’Autorità Nazionale Palestinese con esperienza nello sviluppo di zone industriali. La lista dei componenti include figure provenienti dal settore privato e dal mondo delle ONG ed è stata elaborata con il coinvolgimento di mediatori internazionali, tra cui Egitto, Qatar e Turchia. La supervisione generale spetterà a un organismo internazionale denominato “Consiglio di Pace”, che dovrebbe governare la Striscia per un periodo transitorio.
Resta però irrisolta la questione centrale del disarmo di Hamas. Il piano prevede la rimozione delle armi da parte di tutti i soggetti non autorizzati, ma non è chiaro come questo obiettivo verrà raggiunto. Witkoff ha ribadito che Washington si aspetta il pieno rispetto degli impegni, incluso il ritorno dell’ultimo ostaggio deceduto, avvertendo che eventuali inadempienze avranno conseguenze.
Hamas, che ha ricostituito parte delle proprie strutture dopo l’avvio del cessate il fuoco di ottobre, non ha finora accettato di consegnare le armi. Il movimento ha però dato il via libera alla creazione di un comitato tecnico per la gestione civile, sostenendo che le questioni politiche di fondo, come il futuro status di Gaza e i diritti palestinesi, debbano essere affrontate in un quadro nazionale più ampio.
Dalla Cisgiordania, l’Autorità Nazionale Palestinese ha accolto con favore l’iniziativa americana. Il vicepresidente Hussein al-Sheikh ha dichiarato che le istituzioni di Gaza dovrebbero essere collegate a quelle della Cisgiordania, nel rispetto del principio di un unico sistema legale e di un’unica autorità legittima.
Nel frattempo, rappresentanti di Hamas e di altre fazioni palestinesi sono al Cairo per colloqui sulla seconda fase del piano. Secondo fonti egiziane, il focus delle discussioni si sta spostando proprio sul tema del disarmo, condizione che Israele considera essenziale per ulteriori ritiri militari dalla Striscia. Hamas ribadisce però che deporrà le armi solo dopo la creazione di uno Stato palestinese.