TRIESTE - L’Università di Trieste analizzerà il Dna dei caduti dell’equipaggio del sommergibile Scirè, affondato nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale, nel tentativo di identificarli.

È quanto stabilisce un protocollo d’intesa firmato tra l’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, l’Università di Trieste e l’Università “Aldo Moro” di Bari. 

I resti dei marinai sono attualmente sepolti nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare del capoluogo pugliese e la mancanza di segni distintivi o elementi di riconoscimento non ha consentito finora l’identificazione dei corpi, che sono classificati come “ignoti”. 

L’accordo prevede che l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Bari si occupi degli esami antropometrici, mentre l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Trieste condurrà le analisi del Dna. I due atenei riceveranno in consegna 14 delle 42 cassette ossario per effettuare uno studio di fattibilità volto ad appurare la possibilità di identificare i caduti. 

Il Sommergibile Scirè, costruito nei cantieri di Muggiano (Milano), era stato varato il 6 gennaio 1938 ed era entrato in servizio il 25 aprile 1939. Il 10 agosto 1942, nel viaggio da Lero ad Haifa, fu attaccato e affondato da una corvetta britannica con i 60 membri dell’equipaggio. I corpi, tranne 16 rimasti in fondo al mare, furono recuperati nel corso degli anni ma senza che fosse possibile risalire all’identità dei caduti. 

L’iniziativa rientra nelle attività di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e umano legato alla Seconda Guerra Mondiale e nel più ampio progetto di conservazione e tutela della memoria dei soldati italiani caduti.