Era doveroso un approfondimento per quella che si è rivelata una pagina importante per la comunità italo-australiana dei giovani. Domenico Stefanelli, presidente del GIA Network (Giovani Italo-Australiani), e Pompeo Torchia, presidente dell’Associazione I Sud del Mondo ETS, hanno firmato un protocollo d’intesa che punta a riconnettere le nuove generazioni di italiani all’estero con le loro radici nel Sud Italia.
La collaborazione nasce da un incontro quasi casuale. Quando una delegazione de I Sud del Mondo – organizzazione con sede a Fiumicino che si occupa di valorizzare i territori del meridione italiano – ha visitato l’Australia, è stato il Senatore Mario Borghese a segnalare l’esistenza e il valore del GIA Network. “Hanno riconosciuto il potenziale di avere un punto di connessione e riferimento in Australia,” spiega Stefanelli. “Da lì è nata l’idea di un accordo strutturato.”
L’organizzazione I Sud del Mondo, attraverso il progetto “Radici Connesse” e la sua “Banca della Memoria”, raccoglie e preserva le storie di migrazione degli italiani nel mondo, con particolare attenzione ai giovani tra i 21 e i 40 anni. L’obiettivo è capire le ragioni che spingono a lasciare l’Italia, ma anche fungere da stimolo per mantenere vivi i legami.
L’accordo triennale firmato sabato scorso al Club Marconi va ben oltre il semplice “Turismo delle radici”. Certo, c’è anche quello, con percorsi pensati specificamente per le nuove generazioni, usando linguaggi e format innovativi che parlino davvero ai giovani. Ma i pilastri della collaborazione sono anche altri, tutti molto concreti.
Innanzitutto, dare voce alle storie. Il GIA si impegna, da diverso tempo, a raccogliere testimonianze dei giovani italiani in Australia con video-interviste, storytelling digitale, iniziative sui social. Non si tratta solo di preservare ricordi, ma di creare un archivio vivente delle ragioni che hanno spinto migliaia di persone a scegliere l’Australia.
Poi, costruire opportunità. I Sud del Mondo offrirà borse di studio per le seconde e terze generazioni, incentivandole a ritornare in Italia per studi universitari. Parallelamente, promuoverà percorsi formativi su Turismo delle radici, progettazione culturale e diplomazia culturale che il GIA Network potrà veicolare alla comunità australiana.
Ultimo ma non meno importante, creare reti. Gli eventi che il GIA già organizza (sociali, professionali, sportivi) diventeranno occasioni per rafforzare i rapporti non solo tra generazioni diverse in Australia, ma anche con istituzioni, imprese e mondo accademico in Italia. “Vogliamo che i giovani italiani diventino ambasciatori di una nuova diplomazia delle comunità,” si legge nel protocollo.
Il documento firmato è particolarmente attento a salvaguardare l’identità del GIA Network; infatti, il GIA mantiene piena libertà di sviluppare altre collaborazioni.
“Questo è fondamentale per noi,” chiarisce Stefanelli. “La partnership ci permette di aumentare la nostra visibilità in Italia e di offrire nuove opportunità ai nostri soci, ma non cambia la nostra identità né limita la nostra autonomia.”
Dal canto suo, I Sud del Mondo si impegna a fornire: patrocinio istituzionale, rimborso spese per progetti specifici e soprattutto la possibilità di collaborare con Regioni ed enti italiani su bandi per finanziamenti dedicati alle politiche giovanili e alle industrie culturali.
Per Stefanelli, che come tanti giovani italiani vive tra due mondi, questa collaborazione ha un significato profondo. “Ci permette di rimanere connessi con l’Italia, ma anche di aiutare le seconde e terze generazioni a riscoprire le loro radici, sia come vacanza che a livello professionale.”
Il GIA Network, infatti, diventa ufficialmente il punto di riferimento in Australia per gli italiani – giovani e meno giovani – che intendono visitare o ritornare nei luoghi d’origine. Un ruolo che va oltre l’assistenza logistica: si tratta di orientamento culturale, supporto nella ricerca delle proprie storie familiari, facilitazione nei contatti con le comunità di partenza.
Il protocollo prevede l’elaborazione di un piano annuale di attività entro i prossimi mesi.
Tra le iniziative già previste ci sono laboratori intergenerazionali dove giovani e membri storici della comunità dialogheranno sul futuro dei rapporti Italia-Australia, campagne social per rafforzare il senso di appartenenza, e la partecipazione del GIA alle missioni istituzionali de I Sud del Mondo. Il protocollo indica esplicitamente tra le finalità il rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità italiana e calabrese – la Calabria è Regione d’origine di moltissimi italo-australiani – incoraggiando la riscoperta e narrazione delle storie familiari e dei percorsi migratori. Il progetto, comunque, si estende a tutto il meridione.