MELBOURNE - Il senatore Francesco Giacobbe, in occasione dell’incontro organizzato dalla Camera di Commercio Italiana a Melbourne nell’ambito della riunione d’area di Assocamerestero Asia-Pacifico, ha portato il proprio saluto al presidente Adrian Logiudice, alla segretaria generale Veronica Misciattelli, alla console generale d’Italia a Melbourne Chiara Mauri, all’ambasciatore d’Italia a Canberra S.E. Nicola Lener, ai delegati internazionali presenti e a tutte le autorità presenti, con un intervento dedicato al ruolo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e al successo dell’Italia nel mondo.

Un saluto speciale è stato rivolto al professor Giuseppe Barca, “per l’eccellente lavoro svolto per l’umanità e per la conferma dell’eccellenza italiana nel mondo”. Nel suo intervento, il senatore Giacobbe ha sottolineato come oggi si parli giustamente del successo dell’Italia a livello globale, riconoscendo tra i protagonisti principali le Camere di Commercio Italiane all’Estero: “Le Camere sono parte ed espressione di una grande risorsa per la promozione dell’Italia: la comunità degli italiani nel mondo, oltre 70 milioni di persone”. Una comunità articolata e dinamica, composta da diverse generazioni.

“Penso ai milioni di emigrati di prima generazione, ai nostri genitori e nonni, che hanno diffuso lo stile di vita italiano nei Paesi di adozione, contribuendo a plasmare le culture nazionali, come accaduto in Australia con la sua società multiculturale. Ovunque nel mondo oggi si avverte una significativa influenza dell’Italian lifestyle, con tutto ciò che comporta in termini di diffusione e commercio del Made in Italy”.

Il Senatore ha poi richiamato il contributo delle nuove migrazioni, professionisti altamente qualificati che rappresentano l’eccellenza italiana nei diversi settori. “Mi riferisco anche al cosiddetto ‘brain drain’, a quei talenti ai quali purtroppo il nostro Paese non ha sempre garantito le condizioni per realizzarsi e che oggi spesso non trovano ancora le risorse e la dignità, non solo economica, per rientrare dopo un’esperienza di successo all’estero”.

Un ruolo sempre più centrale è svolto inoltre dalle seconde e terze generazioni: “Rafforzano l’italianità dei loro genitori nelle società in cui vivono. Forse non sono nati in Italia, forse parlano poco la nostra lingua, ma hanno un senso profondo di appartenenza di cui sono fieri. Oggi ricoprono posizioni decisionali di primo piano: dalla politica alle grandi imprese, dalle università alle associazioni professionali. Sono loro i veri ambasciatori dell’Italia nel mondo”. Secondo Giacobbe, è proprio questa la forza delle Camere di Commercio Italiane all’Estero: “Grazie a questa straordinaria rete umana, le Camere riescono a dialogare con i decisori, a promuovere le grandi aziende italiane, a sostenere le piccole e medie imprese – che rappresentano l’ossatura della nostra economia – e a individuare nuove opportunità di scambio e cooperazione”.

Nel suo ruolo parlamentare, il Senatore ha ribadito il proprio impegno concreto a sostegno dell’internazionalizzazione: “Sostengo con convinzione l’internazionalizzazione delle imprese italiane e l’investimento per rafforzare le Camere di Commercio Italiane all’Estero e riconoscere pienamente il ruolo delle comunità italiane nel mondo”. Un impegno che si traduce in iniziative parlamentari, come emendamenti alla Legge di bilancio per reperire risorse, ma anche in un lavoro costante su semplificazione, accesso al credito e maggiore integrazione tra reti comunitarie, diplomatiche, culturali e commerciali. “L’Italia è più forte quando valorizza i suoi italiani all’estero e considera le Camere di Commercio come strumenti operativi economici della comunità”, ha affermato Giacobbe.

Guardando in particolare all’area Indo-Pacifico, il Senatore ha evidenziato le grandi potenzialità di sviluppo condiviso: “Con una presenza così ampia e qualificata, abbiamo l’opportunità di trasformare questa rete in un vero motore di crescita comune. Lavorando come sistema, rafforzando le sinergie e investendo in giovani, formazione e innovazione, possiamo costruire una nuova stagione di cooperazione economica fondata su complementarità, responsabilità e visione condivisa”.

Infine, un appello alla politica nazionale: “L’italianità nel mondo è un asset strategico, capace di generare fiducia, relazioni e opportunità. Io ho cercato e continuerò a fare la mia parte”. In chiusura, il Senatore ha augurato buon lavoro ai partecipanti, rivolgendo un pensiero particolare a chi visita l’Australia: un continente che, grazie alla sua società multiculturale e alla forte presenza italiana, “sa far sentire davvero a casa”.