TOKYO - A soli tre mesi dal suo insediamento, la premier giapponese Sanae Takaichi ha annunciato ufficialmente lo scioglimento della Camera bassa per venerdì 23 gennaio. La mossa apre la strada a elezioni anticipate fissate per l’8 febbraio, con l’inizio della campagna elettorale previsto per il 27 gennaio.
Prima donna nella storia a guidare il governo nipponico, Takaichi cerca una piena legittimazione popolare per un programma di rottura, nato da una consultazione esclusivamente interna al Partito Liberal Democratico (Ldp).
In una conferenza stampa al Kantei, la premier ha messo in gioco il proprio futuro politico con estrema chiarezza: “Solo il popolo sovrano può stabilire se Sanae Takaichi sia la persona giusta per guidare il governo. Se la coalizione LdpP-Ishin otterrà la maggioranza, resterò alla guida, altrimenti sarà eletto un altro premier”.
Nonostante gli scandali finanziari che hanno colpito l’Ldp in passato, il governo Takaichi gode di un indice di gradimento altissimo, tra il 60 e il 70%. Tuttavia, la premier governa con una maggioranza risicata e necessita di un mandato forte per attuare le sue priorità. A partire dalle misure su fisco e inflazione, l’annullamento della tassa sui consumi sui generi alimentari per due anni rappresenta la scelta cardine per contrastare il carovita.
Il programma prosegue sul fronte di difesa e istituzioni con la revisione della Costituzione, il potenziamento del bilancio militare e la delicata riforma della Legge sulla Casa Imperiale. Sul piano della finanza proattiva il bilancio 2026 punta alla crescita limitando le emissioni di titoli di Stato a 29.600 miliardi di yen, circa 161 miliardi di euro, segnando il valore minimo dalla crisi finanziaria globale.
La vera sfida per Takaichi non arriva solo dalle urne, ma dal rimescolamento delle alleanze. Il principale partito di opposizione (Cdp) e lo storico ex alleato dell’Ldp, il Komeito (espressione del gruppo buddhista Soka Gakkai), hanno unito le forze nella nuova Alleanza per la Riforma Moderata.
Questa coalizione punta a intercettare il voto moderato, contrapponendosi alla svolta conservatrice della premier su temi come sicurezza e immigrazione. Lo spostamento del voto buddhista, che tradizionalmente garantiva una base solida all’Ldp, rende l’esito del voto nei 289 collegi uninominali molto più incerto rispetto al passato.
Per rassicurare i mercati e i cittadini, Takaichi ha confermato di aver chiesto ai ministeri di accelerare l’attuazione del bilancio correttivo: “Non ci sarà alcuna pausa nell’azione di governo durante la campagna”. L’obiettivo dichiarato è la maggioranza assoluta per la coalizione con il Partito dell’Innovazione (Ishin), condizione necessaria per attuare politiche di portata decennale senza dover scendere a compromessi con le opposizioni.