CANBERRA - Il governo federale ha presentato la sua risposta alla riforma sul gioco d’azzardo, ma il discorso del primo ministro Anthony Albanese al National Press Club è andato oltre il tema, toccando anche economia, crisi energetica e comunicazione politica.
Sul fronte del gioco d’azzardo, il piano prevede una stretta sulla pubblicità con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’esposizione dei minori. Tra le misure principali, un limite di tre spot all’ora in televisione tra le 6 e le 20.30, il divieto totale durante eventi sportivi in quella fascia e restrizioni alla radio nelle ore legate alla scuola.
Online, la pubblicità sarà consentita solo per utenti registrati, maggiorenni e con possibilità di esclusione. Stop anche a testimonial famosi, promozioni aggressive e inserzioni all’interno degli stadi o sulle divise sportive.
“Vogliamo che gli australiani possano godersi lo sport per quello che è, senza associarlo automaticamente al gioco d’azzardo”, ha detto Albanese, parlando di un “equilibrio” tra libertà individuale e tutela dei minori.
Il piano include anche controlli più severi sugli operatori offshore e il divieto per alcuni prodotti digitali come il keno online. Restano però fuori interventi più ampi sulle slot machine, che rappresentano la parte più rilevante dei danni legati al gioco.
Le critiche non si sono fatte attendere. Il senatore indipendente David Pocock ha parlato di risposta “annacquata”, mentre esperti del settore sottolineano il rischio che l’industria trovi rapidamente modi per aggirare i nuovi limiti.
L’annuncio viene diffuso a oltre tre anni dal rapporto parlamentare guidato da Peta Murphy, che proponeva misure più incisive, tra cui un divieto progressivo totale della pubblicità.
Iil discorso del primo ministro ha assunto un respiro più ampio. Albanese ha infatti collegato il tema delle riforme alla situazione economica globale, segnata dalla crisi energetica e dall’aumento dei costi.
Ha annunciato prestiti agevolati per circa un miliardo di dollari destinati a settori considerati essenziali, come trasporti, logistica e produzione di carburanti e fertilizzanti. “Nessun governo può eliminare tutte le pressioni, ma possiamo attenuarne gli effetti”, ha detto, definendo queste misure un “ammortizzatore” in una fase di forte instabilità.
Infine, il primo ministro ha difeso il suo intervento televisivo alla nazione di ieri sera, spiegando che l’obiettivo era “parlare direttamente agli australiani” in un contesto dominato da disinformazione e rumore mediatico.
Il messaggio complessivo è chiaro: la riforma del gioco è solo una parte di una strategia più ampia. Resta da capire se basterà a convincere critici e opinione pubblica.