Testimone prezioso di un tempo lontano, che ha inevitabilmente plasmato il suo temperamento e orientato ogni sua decisione. Alla straordinaria età di 103 anni, compiuti lo scorso 11 gennaio, Giovanni “John” Tarascio continua a lasciarsi guidare da un amore profondo per la famiglia e da una forza interiore incrollabile, la stessa con cui ha sempre fronteggiato le prove più dure dell’esistenza.
Circondato dall’affetto dei suoi cari, Tarascio ha celebrato questo importante traguardo con il sentimento di gratitudine che da sempre accompagna le sue giornate. Per lui, infatti, il segreto non risiede nella fortuna né in una genetica privilegiata, ma nella capacità di riconoscere il valore di ogni singolo giorno vissuto.
“Sono la gratitudine e l’amore per la mia famiglia ad avermi sempre guidato nella mia vita”, mi aveva una volta confidato con voce sommessa, svelando quel suo ‘segreto di longevità’.
Circondati dal verde rigoglioso del suo giardino, Tarascio ha festeggiato accanto alla sua adorata moglie Pina, ai quattro figli – Adriana, Marisa, Salvatore e Nadia –, agli otto nipoti e ai dieci pronipoti. Una giornata segnata da parole affettuose, abbracci autentici e ricordi indelebili per onorare un padre, nonno e bisnonno amatissimo, simbolo di coraggio e dedizione.
“Grazie per l’amore e la stima che gli avete sempre dimostrato – ha detto emozionata sua moglie Pina durante i festeggiamenti –. Tutto questo è riuscito a guadagnarselo con le sue buone maniere e il suo carattere positivo. Onore al merito”.
Per tutti loro, infatti, Giovanni è da sempre “un grande esempio di amore, positività, gentilezza e umiltà, giustizia, compassione, onore e rispetto”. Ancora oggi continua a trasmettere il valore di una vita vissuta con rettitudine e pienezza, mantenendo uno spirito giovane. E forse, è proprio questo il suo segreto. Un uomo che osserva il mondo con attenzione, vive ancora con il cuore colmo e non smette mai di stringere a sé gratitudine e resilienza.
“La mia vita è stata un’esistenza lottata in continuazione. Grazie a tutti voi che siete venuti per celebrare i miei anni passati: anni duri, anni difficili – ha detto commosso –. La mia gioventù è stata colpita all’età di vent’anni. Ero in guerra, parte del 35esimo Stormo Bombardiere; la mia vita era assicurata da due fragili ali che tutti i giorni ci portavano in cielo. Ogni mattina partivo e non sapevo se tornavo. Questa è stata la mia vita da giovane, ma oggi sono felice di essere qui insieme a voi a celebrare questa giornata”.