La famiglia Ilacqua, che quest’anno ha festeggiato 70 anni dalla sua prima migrazione in Australia, ha viaggiato sulla nave Surriento per tre mesi prima di sbarcare finalmente a Sydney e iniziare una nuova vita in questo Paese. 

Settant’anni dopo, quindi, Gina Bortolin-Papa con le sue sorelle e il fratello, si sono riuniti per celebrare l’occasione con una “pignatta” che rievoca i momenti passati a giocare sulla nave sulla quale viaggiarono. 

Gli italiani che decisero di migrare in Australia arrivarono a bordo di una serie di navi da trasporto passeggeri che andavano da un minimo di 3.000 tonnellate di stazza lorda a 25.000, dovevano affrontare un viaggio in condizioni precarie, lasciare famiglia e amici per fare un salto nell’ignoto. 

Per quelle famiglie che hanno ricostruito una vita oltreoceano i festeggiamenti sono una tappa irrinunciabile per celebrare questo importante traguardo. 

Gina Bortolin-Papa (Ilacqua) aveva sette anni quando è arrivata a Sydney per la prima volta e ha ricordi ancora vividi di quel lungo viaggio per arrivare in Australia con sua madre, suo fratello Franco, le sue sorelle Giuseppina, Anna e Mimma. La sorella più piccola Nina, invece, è nata in Australia nel 1953. 

“Come spesso accadeva a quei tempi, mio padre è arrivato prima di noi nel 1948 e dopo quattro anni, il 28 agosto 1952, siamo arrivati a Sydney noi da Spadafora, un comune della provincia siciliana di Messina”. 

Il viaggio in nave era molto lungo e poteva durare anche diversi mesi. Bortolin-Papa ricorda che sulla nave c’era questa pignatta di cioccolata e “quando l’abbiamo rotta tanti dolciumi, caramelle e cioccolata sono caduti come una cascata sul pavimento, questo è stato uno dei ricordi più belli che ho di quella traversata in mare che sembrava non finisse più”. 

La pignatta, conosciuta anche come pentolaccia o pinata, è un gioco tradizionale storico e con il passare del tempo è diventato molto popolare, adatto per qualsiasi festa di compleanno o a tema. 

La pentolaccia viene appesa in alto e riempita di caramelle e dolciumi, il gioco consiste nel colpirla bendati e far cadere i premi contenuti al suo interno. 

L’arrivo della famiglia a Sydney fu un giorno gioioso soprattutto perché, dopo quattro lunghi anni passati lontano, si riunirono con il padre Pietro Ilacqua. 

“Una delle gioie più grandi è stata quella di riabbracciare mio padre che non vedevo da tanto - ricorda emozionata Bortolin-Papa -. Avevamo un rapporto bellissimo, siamo stati sempre molto legati tra di noi”. 

Bortolin-Papa racconta che per quattro anni suo padre lavorò come pescatore nel porto di Sydney e lungo la costa del New South Wales in preparazione dell’arrivo della famiglia. 

La migrazione italiana in Australia alla fine del XIX secolo e gran parte del XX secolo è stata alimentata dagli stessi fattori che hanno spinto gli italiani nelle Americhe: sconvolgimenti politici e cattive condizioni economiche in patria. Gli italiani sono venuti in Australia in gran numero e alla fine hanno dato un enorme contributo alla nazione. 

Una storia di migrazione con un epilogo felice per questa famiglia italiana che ha deciso di lasciare tutto alle spalle e partire alla scoperta di un nuovo mondo. 

Gina racconta di tornare spesso in patria: “Sono andata ogni anno in Italia fino al 2004, quando ho perso mio marito. Se ripenso alla mia infanzia provo sempre molta nostalgia, non ho mai smesso di pensare all’Italia anche se questo è il mio Paese, ma sono felice di essere qui e del fatto che l’Australia abbia dato tante opportunità sia a me che alla mia famiglia”.