CANBERRA - L’Australia è in ritardo sulla costruzione di nuove abitazioni e nessuno Stato o Territorio è al momento in linea con gli obiettivi fissati dal piano nazionale.

È quanto emerge dal primo report trimestrale del National Housing Supply and Affordability Council.

Nei primi cinque trimestri dell’accordo sono state costruite circa 219mila abitazioni, ben al di sotto del ritmo necessario di 280mila unità per centrare il traguardo. Il piano prevede la realizzazione di 1,2 milioni di nuove case entro giugno 2029, ma al momento la scadenza appare destinata a slittare almeno al 2030.

Tra le giurisdizioni, Victoria, Western Australia e ACT risultano le più avanzate, ma anche in questi casi il completamento è previsto solo verso la fine del periodo. Il New South Wales accumula un ritardo maggiore, con una proiezione al 2031, mentre il Northern Territory rischia di superare il 2034.

Victoria e ACT hanno raggiunto circa il 23% del proprio obiettivo. In particolare, Canberra ha registrato un aumento marcato delle approvazioni edilizie, grazie a interventi su zonizzazione (pianificazione urbanistica per zone) e semplificazione delle procedure. Le autorizzazioni sono cresciute del 117% nell’ultimo anno.

Il quadro è più incerto nel Victoria, dove le approvazioni sono leggermente calate nonostante misure per favorire la densità abitativa e accelerare i processi autorizzativi. Anche altre giurisdizioni hanno introdotto riforme per facilitare la costruzione, ma l’impatto complessivo resta limitato.

Secondo la presidente dell’organismo Susan Lloyd-Hurwitz, il rapporto evidenzia progressi concreti, ma anche la necessità di accelerare. Nell’ultimo trimestre, approvazioni e completamenti sono cresciuti del 17% rispetto al periodo precedente all’avvio del piano.

A pesare sul settore sono diversi fattori. I costi di costruzione sono leggermente diminuiti in termini reali, ma restano elevati. Inoltre, la crisi energetica globale sta iniziando a influire sui materiali, con aumenti dei prezzi e timori per la disponibilità di componenti come le tubature in PVC.

Il governo federale ha avviato confronti con il settore per individuare soluzioni alternative e ridurre la dipendenza da forniture vulnerabili. Il  ministro per l’Edilizia abitativa Clare O’Neil ha incontrato operatori e imprese per valutare possibili interventi.

Il quadro complessivo resta in movimento, ma il ritardo accumulato rende sempre più difficile centrare gli obiettivi nei tempi previsti. Per colmare il divario servirà un’accelerazione di peso nei prossimi anni.