ATENE – Gli Stati Uniti chiedono agli alleati europei di assumersi una quota maggiore della responsabilità per la difesa del continente e indicano la Grecia come uno dei Paesi che stanno già innalzando il proprio contributo.
Il messaggio è stato lanciato dal segretario di Stato americano Marco Rubio durante la visita ad Atene per la sesta edizione del Dialogo strategico tra Grecia e Stati Uniti, incentrato su difesa, energia, sicurezza regionale, tecnologia, commercio e investimenti.
Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis per circa due ore, in un confronto dedicato sia alle relazioni bilaterali sia alle principali crisi internazionali.
“Le nazioni europee devono assumersi una parte maggiore dell’onere della difesa del loro continente, e la Grecia lo sta facendo”, ha dichiarato Rubio.
Il segretario di Stato ha definito il rapporto tra Washington e Atene una fonte di stabilità in un contesto internazionale instabile, sottolineando la convergenza tra i due governi su diverse questioni strategiche.
Una parte rilevante dell’agenda ha riguardato la cooperazione militare. Gerapetritis ha richiamato l’importanza del Mutual Defence Cooperation Agreement e il ruolo strategico di Alexandroupolis, diventata uno dei principali punti di riferimento della collaborazione tra i due Paesi.
Il ministro ha inoltre ricordato il programma di ammodernamento degli F-16 greci e la futura integrazione degli F-35 nell’Aeronautica militare ellenica.
Durante la visita è stato firmato anche un accordo tra il capo di Stato maggiore della Difesa greca e la Florida National Guard, alla presenza del ministro della Difesa Nikos Dendias e dello stesso Rubio.
Dendias ha spiegato che l’intesa rientra nell’“Agenda 2030” per il rafforzamento delle capacità operative delle forze armate e dei riservisti greci, con programmi di formazione, trasferimento di conoscenze e scambio di esperienze.
Rubio ha evidenziato possibili ambiti di collaborazione anche nella risposta alle calamità naturali, osservando che la Florida National Guard possiede una vasta esperienza nella gestione degli uragani, mentre la Grecia può offrire competenze maturate di fronte a terremoti e incendi boschivi.
Altro capitolo centrale è stato quello energetico.
Gerapetritis ha affermato che la cooperazione tra i due Paesi ha raggiunto livelli senza precedenti, indicando la Grecia come snodo per il trasporto del gas naturale liquefatto statunitense nell’Europa centrale e orientale.
Rubio ha richiamato l’aumento delle importazioni di LNG americano e lo sviluppo di nuovi collegamenti per gas ed elettricità, infrastrutture che potrebbero rafforzare la sicurezza energetica regionale e accrescere il peso della Grecia nel sistema europeo.
Atene ha inoltre segnalato la crescente presenza di imprese statunitensi nei settori dell’energia, della tecnologia e dei cantieri navali.
La sicurezza delle frontiere ha rappresentato un altro punto del confronto. Rubio ha definito la Grecia un partner strategico particolarmente stretto nella lotta all’immigrazione irregolare, al traffico di esseri umani, alle organizzazioni criminali transnazionali e al terrorismo.
Il segretario di Stato ha annunciato un nuovo memorandum d’intesa per migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità competenti dei due Paesi nel campo dell’antiterrorismo.
I colloqui hanno affrontato anche I punti delle guerre in Medio Oriente e Ucraina, la situazione in Africa e i flussi migratori.
Gerapetritis ha insistito sulla protezione delle rotte commerciali internazionali, definendo la sicurezza marittima una condizione “non negoziabile”, in una fase in cui il Mediterraneo orientale e gli stretti strategici rivestono crescente importanza per gli approvvigionamenti energetici.
Sul piano regionale, la Turchia è rimasta sullo sfondo. Rubio non l’ha citata direttamente, ma ha fatto riferimento a progetti energetici inseriti in una situazione particolarmente delicata che coinvolge altri Paesi dell’area.
Gerapetritis ha sottolineato l’interesse comune di Grecia e Stati Uniti nel mantenere condizioni di stabilità nel Mediterraneo orientale e nel tutelare le comunità cristiane e le altre minoranze etniche e religiose.
Secondo il ministro greco, la posizione geografica, la storia e la rete di relazioni regionali consentono ad Atene di svolgere un ruolo di collegamento tra diversi Paesi, facilitando il dialogo e la cooperazione.