WASHINGTON - Un gruppo di hacker legato al governo iraniano ha rivendicato l’accesso alla casella di posta elettronica personale del Direttore dell’Fbi, Kash Patel.
La notizia, confermata da funzionari del Dipartimento di Giustizia e da fonti vicine all’indagine, segna un nuovo capitolo nella guerra cibernetica tra Teheran e Washington, esplosa in seguito ai recenti raid aerei condotti dagli Stati Uniti e da Israele in territorio iraniano.
Il gruppo, noto come Handala Hack Team, ha pubblicato sul proprio sito una serie di documenti e fotografie private di Patel, scattate prima che assumesse la guida dell’Fbi. Gli scatti mostrano Patel in momenti conviviali mentre fuma sigari, viaggia su un’auto d’epoca o posa con una bottiglia di rum.
Nonostante gli hacker abbiano celebrato l’operazione come una violazione dei sistemi impenetrabili dell’Fbi, gli esperti di sicurezza, tra cui il ricercatore Ron Fabela, ridimensionano l’accaduto, spiegando che si tratterebbe della compromissione di un account Gmail privato contenente foto di famiglia e vecchie ricerche per appartamenti.
Fabela ha dichiarato che l’intrusione è l’equivalente digitale del cassetto dei ricordi di una persona e non una falla nei sistemi governativi, mentre l’analisi delle e-mail sottratte indica che coprono un arco temporale tra il 2010 e il 2022, includendo corrispondenza personale, professionale e dettagli sui viaggi del direttore.
Handala si definisce come un gruppo di vigilanti propalestinesi, ma l’intelligence occidentale lo considera una delle tante identità utilizzate dalle unità di cyber-spionaggio del governo iraniano.
Un gruppo particolarmente attivo: l’11 marzo scorso ha rivendicato un attacco contro la Stryker, colosso statunitense di dispositivi medici, dichiarando di averne paralizzato le operazioni e cancellato massicce quantità di dati come ritorsione per un raid missilistico contro una scuola in Iran. Il Dipartimento di Giustizia ha risposto a queste azioni sequestrando diversi siti web utilizzati dal gruppo per interrompere le loro operazioni.
Non è la prima volta che Patel finisce nel mirino degli hacker iraniani. Poche settimane prima della sua nomina a capo dell’Fbi, Patel era stato avvertito dalle autorità di essere stato vittima di un attacco mirato volto a intercettare le comunicazioni dei futuri membri dell’amministrazione Trump. Quella campagna di spionaggio, orchestrata da Cina e Iran, ha colpito diverse figure chiave del governo, tra cui il sottosegretario aggiunto Todd Blanche e Donald Trump Jr.