BRUXELLES - L’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente ha fatto scattare una massiccia operazione di rimpatrio coordinata da Bruxelles.
Sono attualmente 18 i Paesi membri (tra cui l’Italia e, da ultimo, il Portogallo) che hanno attivato il Meccanismo europeo di protezione civile per riportare a casa migliaia di connazionali rimasti bloccati tra Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita dopo la cancellazione di centinaia di voli di linea.
La portata dell’operazione è imponente. Solo per l’Italia, la Farnesina stima che siano circa 50.000 le persone da rimpatriare, divise tra turisti e residenti. Finora, grazie al coordinamento della Commissione Europea, sono stati attivati i primi sei voli speciali che hanno già garantito il rientro di 1.000 cittadini, ma il lavoro logistico resta complesso e rischioso.
Proprio ieri, a conferma della pericolosità dello scacchiere aereo, un volo diretto in Francia è stato costretto a invertire la rotta e rientrare alla base a causa del lancio di missili intercettati nello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti. Per questo motivo, la Commissione mantiene il massimo riserbo su orari e destinazioni dei prossimi collegamenti.
Il cuore operativo dell’emergenza è il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (Ercc), che gestisce la logistica dei velivoli (militari, governativi o commerciali) messi a disposizione dagli Stati.
Il sistema si basa su una precisa architettura di solidarietà finanziaria. Bruxelles rimborsa fino al 75% dei costi se lo Stato che organizza il volo riserva almeno il 30% dei posti a cittadini di altri Paesi dell’Unione. Qualora nessuno Stato membro fosse in grado di fornire mezzi propri, la Commissione può noleggiare direttamente voli commerciali, coprendo in questo caso il 100% delle spese.
Oltre all’Italia, i Paesi che hanno richiesto ufficialmente l’attivazione del meccanismo includono Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Cechia, Francia, Lussemburgo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Paesi Bassi, Lettonia, Lituania, Portogallo, Malta, Polonia ed Estonia.
La Commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha voluto inviare un messaggio di rassicurazione a chi si trova ancora nelle zone di tensione: “Nessun europeo è mai solo in una crisi. La loro sicurezza viene prima di tutto. Fin dal primo giorno ci siamo mobilitati per riportare a casa le centinaia di migliaia di europei bloccati e non risparmieremo alcuno sforzo finché non saranno tutti sani e salvi”.