KIEV - Il conflitto in Ucraina continua a consumarsi tra attacchi brutali ai centri civili e una guerra tecnologica sempre più invasiva. Mentre Kharkiv torna a contare le vittime sotto i droni russi, da Mosca arriva la conferma di un controllo capillare sulla rete internet, mossa che la premier italiana Giorgia Meloni interpreta come un segno di debolezza del Cremlino.
Un raid condotto con droni russi ha colpito nelle scorse ore il distretto di Shevchenkivsky a Kharkiv, causando almeno due morti e sette feriti. Oleg Synegubov, capo dell’amministrazione militare regionale, ha riferito che l’attacco ha provocato l’incendio di un edificio aziendale. Tra i feriti si contano tre donne e quattro uomini, tutti colpiti da traumi da esplosione di varia gravità. La città, hub industriale a ridosso del confine, rimane uno dei bersagli più martoriati dall’inizio dell’invasione.
Parallelamente alle bombe, Mosca ha alzato un muro digitale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che i gravi disservizi e le interruzioni alla rete Internet registrati negli ultimi giorni rimarranno in vigore “per tutto il tempo necessario”.
Secondo Peskov, si tratta di “misure tecnologiche di risposta” indispensabili per neutralizzare gli attacchi ucraini, che utilizzerebbero metodi sempre più sofisticati. Di fatto, si tratta di un regime di isolamento digitale volto a garantire, secondo la versione ufficiale, la sicurezza dei cittadini russi di fronte alle minacce di Kiev.
Intervenendo al Senato, la premier Giorgia Meloni ha attaccato duramente la narrazione di Mosca, sostenendo che i dati reali smentiscono la propaganda russa ancora presente in Italia. Meloni ha evidenziato che nel mese di febbraio 2026 la Russia ha perso più territori di quanti ne abbia conquistati, sottolineando che la riduzione della percentuale di territorio ucraino sotto controllo russo dimostra che la “resa incondizionata” non è l’unica via d’uscita per l’Ucraina.
Gli sforzi per una “pace giusta” rimangono la priorità, ha concluso, chiamando l’Italia e l’Europa a un impegno diretto nel sostegno alla nazione aggredita.