ROMA - Il clima tra gli Stati Uniti e parte dell’Europa si fa sempre più rovente, mentre l’operazione “Epic Fury” contro l’Iran entra nel vivo. Il presidente Donald Trump ha sferrato un durissimo attacco frontale contro la Spagna e il Regno Unito, colpevoli di aver negato l’uso delle proprie basi militari per i raid aerei. Se per Londra il giudizio è di “profonda delusione”, per Madrid la minaccia è estrema: il totale isolamento commerciale. 

In un’intervista al New York Post, Trump ha bollato la Spagna come un partner “ostile alla Nato” e “perdente”. La furia del tycoon nasce dal rifiuto del premier Pedro Sánchez di concedere le basi di Morón e Rota per l’attacco a Teheran.

“Ho detto al segretario al Tesoro Bessent di interrompere ogni commercio con la Spagna”, ha dichiarato Trump durante un incontro a Washington con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, aggiungendo di voler fermare ogni rapporto economico “anche oggi stesso, se possibile”. 

Non si è fatta attendere la risposta di Pedro Sánchez, che ha scelto toni fermi per difendere la sovranità spagnola. “Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone”, ha affermato il premier, definendo l’attacco all’Iran una “violazione del diritto internazionale” e un “disastro” dalle conseguenze imprevedibili, dall’impennata dei prezzi energetici al rischio terrorismo. 

Sánchez ha chiarito che il “No alla guerra” di Madrid non è un appoggio al regime iraniano (che ha definito definito “odioso”) ma una scelta di coerenza con i valori europei. Il governo spagnolo ha inoltre fatto sapere di essere pronto a diversificare le catene di approvvigionamento per mitigare gli effetti di un eventuale embargo statunitense. 

Anche il rapporto speciale tra Usa e Regno Unito segna il passo. Trump non ha nascosto la sua frustrazione per il rifiuto del primo ministro Keir Starmer di collaborare militarmente in questa fase iniziale.

“Il Regno Unito è molto deludente”, ha commentato Trump, lanciando una frecciata velenosa: “Starmer non è certo Winston Churchill, lasciatemelo dire così”. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, di fronte a un attacco contro una nazione ostile, Londra avrebbe dovuto concedere le basi “senza dubbi o esitazioni”. 

Mentre la Spagna finisce nella “lista nera”, Trump ha lodato il cancelliere Friedrich Merz, definendo la posizione tedesca “ottima”. Durante il vertice a Washington, Merz non ha offerto sostegno a Madrid, sottolineando anzi la necessità che la Spagna raggiunga almeno la soglia del 3,5% di spese Nato, una critica implicita che ha sorpreso e amareggiato il governo spagnolo. 

Resta infine aperta la contesa legale sull’uso delle basi. Trump ha provocatoriamente affermato: “Possiamo usare le loro basi se vogliamo, nessuno ci dirà di no”. Tuttavia, la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles ha ricordato che, in base agli accordi del 1988, qualsiasi operazione che non sia di addestramento o manutenzione richiede l’autorizzazione di Madrid. “Le basi non daranno appoggio – ha ribadito Robles – a meno che non sia strettamente necessario per scopi umanitari”.