TEHERAN - Al quinto giorno dell’offensiva, gli Stati Uniti e Israele annunciano l’avvio della seconda e più violenta fase dell’attacco. Il messaggio che arriva da Washington è brutale: le difese di Teheran sono state smantellate e la Repubblica Islamica sta esaurendo le sue capacità di reazione. 

Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha tracciato un bilancio dopo le prime 100 ore di operazioni, descrivendo un successo che ha definito “storico”. Gli Stati Uniti stanno “vincendo in maniera decisiva. I nostri avversari sono spacciati e lo sanno”, ha dichiarato il capo del Pentagono. 

 L’obiettivo della Fase 2 è il controllo totale dello spazio aereo: Hegseth ha preannunciato una campagna di bombardamenti incessanti, giorno e notte, per annientare ciò che resta delle basi missilistiche iraniane. “I leader di Teheran alzeranno gli occhi e vedranno solo aerei statunitensi e israeliani. Non è una lotta equilibrata, e non era previsto che lo fosse: li stiamo colpendo mentre sono al tappeto”. 

Hegseth ha fornito dettagli tecnici sulla potenza di fuoco che verrà impiegata: l’operazione attuale è descritta come 7 volte più potente della guerra dei 12 giorni di giugno 2025. Verranno impiegate bombe di precisione da 500, 1000 e fino a 2000 libbre (900 kg). 

Il Pentagono ha respinto duramente le critiche dei democratici e le indiscrezioni del Washington Post circa un possibile esaurimento degli intercettori Patriot. “La nostra disponibilità rimane notevole; l’unico limite è il desiderio del Presidente Trump di raggiungere obiettivi specifici”, ha ribadito Hegseth, supportato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, che ha evocato il possesso di “armi che il mondo ignora”. 

I dati forniti dal generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti, indicano un drastico ridimensionamento della minaccia di Teheran, con i lanci di missili balistici calati dell’86% dall’inizio del conflitto e gli attacchi dei droni diminuiti del 73%.  

La strategia iraniana sembra essere fallita dopo aver bruciato gran parte del proprio arsenale nei primi giorni con lanci indiscriminati, consistenti in oltre 500 missili e 2000 droni, verso Bahrain, Emirati Arabi, Qatar e Arabia Saudita, i quali si sono difesi efficacemente utilizzando i propri sistemi autonomi. 

In un annuncio che segna un precedente militare dal 1945, Hegseth ha confermato l’affondamento di una nave nemica tramite un siluro lanciato da un sottomarino statunitense. Si tratta della IRIS Dena, colpita in acque internazionali a circa 40 miglia nautiche dalle coste dello Sri Lanka. 

Secondo il ministro degli Esteri srilankese, Vijitha Herath, a bordo c’erano 180 persone. Finora sono stati tratti in salvo 30 marinai, mentre i corpi recuperati sono circa 90. “Pensavano di essere al sicuro lontano dal teatro principale,” ha commentato Hegseth. “È il primo affondamento con siluro dalla Seconda Guerra Mondiale”.