LONDRA - Si apre oggi all’Alta Corte di Londra un capitolo decisivo nella storica battaglia legale del principe Harry contro la stampa scandalistica britannica. Il duca di Sussex è arrivato stamattina presso le Royal Courts of Justice per l’inizio della causa contro Associated Newspapers Limited (Anl), editore del Daily Mail e del Mail on Sunday.

Harry accusa il gruppo di una “intrusione terrificante” nella sua vita privata, sostenendo di essere stato spinto in uno stato di “paranoia e isolamento” a causa di pratiche illecite durate vent’anni. 

Il principe, che vive in California con la moglie Meghan Markle, è apparso in aula per l’apertura del dibattimento, che dovrebbe durare circa nove settimane. Secondo il calendario, Harry tornerà sul banco dei testimoni per deporre durante l’intera giornata di giovedì 22 gennaio. 

Harry non è solo in questa battaglia. Sono sette i ricorrenti che hanno avviato l’azione legale contro Anl per fatti avvenuti principalmente tra il 1993 e il 2011, con alcuni episodi che si spingerebbero fino al 2018. Tra i nomi illustri figurano: Elton John e il marito David Furnish; le attrici Elizabeth Hurley e Sadie Frost; Baroness Doreen Lawrence, madre di Stephen Lawrence (vittima di un celebre caso di omicidio razzista). 

L’accusa, guidata dall’avvocato David Sherborne, sostiene che l’editore abbia sistematicamente utilizzato investigatori privati per installare microspie nelle auto, intercettare chiamate telefoniche in diretta e ottenere cartelle cliniche e dati bancari con l’inganno. Il gruppo Anl ha respinto ogni addebito, definendo le prove “inesistenti” e le accuse “assurde”. 

Come previsto, il ritorno di Harry nel Regno Unito non includerà un incontro con re Carlo III, attualmente impegnato in Scozia. Nonostante i rapporti tra padre e figlio sembrino essersi stabilizzati dopo il breve incontro di settembre, le agende dei due non coincideranno durante questa settimana. 

Sul fronte della sicurezza, questa visita avviene in un clima di parziale ottimismo per il principe. Sebbene avesse perso un ricorso in appello lo scorso maggio, recenti indiscrezioni riportano che il ministero dell’Interno stia completando una nuova valutazione dei rischi.  

È probabile che una protezione finanziata dallo Stato venga ripristinata in modo sistematico per le sue future visite, facilitando così un possibile ritorno nel Regno Unito anche per i figli Archie e Lilibet, forse in occasione dei prossimi Invictus Games del 2026.