“Non mi importa se passo per vecchia perché rimpiango il mondo della mia giovinezza. Quel mondo mi manca per davvero”. Heather Parisi compie gli anni e affida ai social una riflessione intensa e amara sul tempo che passa e, soprattutto, su ciò che secondo lei è andato perduto. Un pensiero lucido, privo di nostalgia facile, che mette al centro non tanto l’età anagrafica quanto il cambiamento profondo della società contemporanea. “Sono nata il 27 gennaio del 1960, quindi fanno 66. Ma gli anni non mi pesano”, scrive la showgirl e attrice statunitense naturalizzata italiana. Con la maturità, racconta, è arrivata una nuova consapevolezza: “Invecchiando ho capito che la felicità è fatta di cose semplici: il sorriso al risveglio di un uomo che amo da vent’anni, una mattina tranquilla, uno spazio pulito, non fare tardi la sera, una casa sicura e persone che non consumano le mie energie”. Parisi chiarisce subito un punto fondamentale: non è la giovinezza in sé a mancarle. “Non mi manca la gioventù che se ne è andata”, sottolinea con decisione. E con una punta di ironia respinge anche chi prova a usarla come bersaglio: “Checché ne dicano alcuni pensando di offendere, la gamba va ancora lassù”. Quello che davvero rimpiange è altro: “Mi manca il mondo che quegli anni si sono portati via”. Un mondo che, secondo l’artista, è stato progressivamente svuotato di valori e relazioni autentiche. “Ci raccontano che la vita si è allungata. Sarà pure vero, ma a quale prezzo? Con quali rinunce?”, si chiede. Domande che aprono a una critica più ampia e radicale del presente. “Darei qualsiasi cosa per tornare a prima dell’insopportabile propaganda di sistema di adesso, diffusa ovunque e in continuazione, a prima del doom-scrolling dei social e degli algoritmi creati per dividere”. Nel suo lungo sfogo, Parisi individua nel progresso tecnologico degli ultimi vent’anni una svolta negativa: “È stato il grimaldello per polarizzare la società, dividere la famiglia, ridurre la politica a puro affarismo, trasformare ogni narcisista in un leone da tastiera che sfama il proprio ego con l’odio”. Una diagnosi severa, che mette insieme comunicazione, politica e relazioni umane. Il suo sguardo si posa poi su ciò che sente più lontano oggi: “Vorrei tornare ai giorni dei valori familiari, al senso d’appartenenza, all’importanza della deontologia professionale, della responsabilità individuale”. E ancora: “Vorrei tornare a una scienza silenziosa, lontana dai social e davvero al servizio dei più deboli, non dei più ricchi”. In conclusione, Heather Parisi ribalta il senso comune dell’invecchiamento. “Questo oggi è il vero peso della mia vecchiaia, non gli anni che ho, ma il mondo che non c’è più”.