CANBERRA - Il governo federale continua a difendere la decisione di invitare in Australia il presidente israeliano Isaac Herzog, mentre la sua visita entra nella fase più delicata con l’arrivo a Canberra e l’annuncio di proteste davanti al Parlamento.

Le autorità hanno rafforzato il dispositivo di sicurezza e avvertito i manifestanti contro il rischio di violenze, dopo gli scontri registrati a Sydney nei giorni scorsi.

Il ministro Mark Butler ha ribadito che l’invito è nato da una richiesta esplicita della comunità ebraica australiana, colpita duramente dall’attacco terroristico di Bondi. “È stata una richiesta chiara di una comunità in lutto, ed è una richiesta che abbiamo ascoltato”, ha detto ospite di ABC Radio. Secondo Butler, la presenza di Herzog ha già rappresentato una fonte di conforto per una comunità che vive un clima di paura e dolore, e il governo ritiene fosse doveroso rispondere a quel bisogno.

La polizia dell’Australian Capital Territory ha confermato una presenza ampliata nelle strade di Canberra. Il capo della polizia Scott Lee ha spiegato che agenti locali, insieme a unità di protezione federale, saranno dispiegati per garantire la sicurezza di tutti durante le manifestazioni previste. L’obiettivo dichiarato è evitare che si ripetano scene di tensione come quelle viste a Sydney.

Anche l’ex primo ministro Malcolm Turnbull ha difeso la visita, definendola ragionevole nel contesto di relazioni storicamente amichevoli tra Australia e Israele. A suo avviso, il momento richiederebbe di abbassare i toni e ridurre la temperatura del dibattito pubblico, piuttosto che trasformare l’evento in un fattore di ulteriore divisione.

A Sydney, il primo ministro Anthony Albanese ha ospitato Herzog alla Kirribilli House, dopo una visita congiunta alla sinagoga Chabad di Bondi, dove hanno incontrato le famiglie delle vittime. Davanti alla comunità, Herzog ha parlato di unità e determinazione, sostenendo che la risposta al terrorismo debba essere un rafforzamento dell’identità e della coesione.

Le critiche, tuttavia, non si placano. Il senatore indipendente dell’ACT David Pocock ha chiesto al governo di non tenere incontri ufficiali durante la tappa a Canberra, sostenendo che la visita non abbia portato l’unità promessa.

Anche i Verdi continuano a chiedere che l’invito venga ritirato, mentre restano aperte le polemiche sull’uso della forza da parte della polizia nelle proteste di Sydney, un fronte che rischia di pesare ulteriormente sul clima politico nei prossimi giorni.