CANBERRA - Isaac Herzog visiterà l’Australia dall’8 al 12 febbraio per una missione ufficiale di cinque giorni che includerà incontri istituzionali e momenti di contatto diretto con le comunità ebraiche colpite dall’attentato terroristico di Bondi.

La visita, confermata nelle ultime ore, era stata annunciata dal primo ministro Anthony Albanese all’indomani della sparatoria avvenuta lo scorso dicembre.

Secondo una nota diffusa dall’ufficio del presidente israeliano, Herzog incontrerà rappresentanti delle comunità ebraiche in diverse città australiane “per esprimere solidarietà e offrire forza dopo l’attacco”. Una parte centrale del programma sarà dedicata a colloqui ufficiali con le massime autorità australiane, tra cui il governatore generale Sam Mostyn e il primo ministro, oltre a esponenti di diversi schieramenti politici.

L’attentato di Bondi Beach, avvenuto il 14 dicembre durante una celebrazione di Hanukkah, ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica generale. Un padre e un figlio hanno aperto il fuoco sulla folla, uccidendo 15 persone. L’episodio ha innescato un acceso dibattito nazionale su antisemitismo, radicalizzazione e sicurezza.

L’annuncio della visita di Herzog ha però sollevato anche contestazioni. Alcuni gruppi legali hanno chiesto all’Australian Federal Police di valutare un’indagine sul presidente israeliano per presunte dichiarazioni di incitamento al genocidio. Un’inchiesta del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sulla guerra a Gaza ha citato commenti di Herzog successivi agli attacchi di Hamas del 7 ottobre come possibili elementi di intento genocida. Il presidente ha respinto le accuse, sostenendo che le sue parole siano state estrapolate dal contesto. Anche il gruppo Labor Friends of Palestine ha chiesto di revocare l’invito.

La conferma della visita arriva in un clima politico già teso. L’ex primo ministro Scott Morrison, intervenendo a una conferenza sull’antisemitismo, ha proposto l’introduzione di un sistema di accreditamento per i predicatori islamici in Australia. Ha inoltre chiesto che i sermoni vengano tradotti in inglese e che si rafforzi il contrasto ai legami con gruppi islamisti stranieri. Morrison ha respinto le accuse di islamofobia, sostenendo che le sue proposte mirano a proteggere le comunità musulmane da derive estremiste.

Le sue parole hanno diviso la politica. Il senatore liberale Andrew Bragg ha sostenuto che esiste un problema di insegnamenti religiosi che incitano alla violenza e che va affrontato con decisione. Di diverso avviso il ministro laburista Pat Conroy, che ha definito l’approccio dell’ex primo ministro “problematico”, avvertendo che generalizzare rischia di minare la coesione sociale.

In questo contesto, la visita di Herzog si inserisce come un passaggio diplomatico rilevante, ma anche altamente sensibile per il dibattito interno australiano.