TEL AVIV - La risposta israeliana è stata immediata: ondate di bombardamenti aerei, nuove operazioni terrestri nel sud del Libano e l’ordine di evacuazione per decine di villaggi.

Lunedì, il gruppo sciita ha aperto un nuovo fronte, inserendosi nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Gli attacchi hanno provocato una dura reazione di Tel Aviv. Il ministero della Sanità libanese ha riferito che almeno 40 persone sono state uccise e 246 ferite dall’inizio dell’escalation, correggendo un precedente bilancio più alto diffuso per errore. Non risultano vittime in Israele, anche se un missile ha colpito una casa nel nord del Paese causando ferite lievi a un uomo per schegge di vetro.

Israele ha intensificato i raid su Beirut, in particolare nei sobborghi meridionali controllati da Hezbollah, dove colonne di fumo si sono alzate sopra edifici e colline. L’esercito ha dichiarato di aver colpito “centri di comando, depositi di armi e componenti di comunicazione satellitare” legati all’intelligence del gruppo.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato di aver autorizzato le forze armate ad avanzare e a prendere il controllo di ulteriori posizioni nel sud del Libano. Truppe israeliane occupano già alcune alture dall’ultima guerra con Hezbollah nel 2024.

L’ingresso ufficiale di Hezbollah nel conflitto ha riacceso divisioni interne al Libano. Il governo ha adottato una misura senza precedenti, vietando le attività militari del gruppo, unica fazione ad aver mantenuto le armi dopo la guerra civile del 1975-1990. Il quotidiano filo-Hezbollah al-Akhbar ha denunciato la decisione come una “capitolazione” che potrebbe persino sfociare in una nuova guerra civile.

Migliaia di civili hanno abbandonato le aree più colpite. L’ONU ha riferito che almeno 30mila persone, tra cui 9mila minori, hanno cercato rifugio in strutture di emergenza, mentre molti altri si preparano a lasciare le proprie case. “Questo sfollamento è più duro dell’ultimo”, ha detto Nuzha Salame, fuggita verso Sidone.

UNIFIL, la forza di pace delle Nazioni Unite, ha segnalato che soldati israeliani hanno attraversato il confine in quattro punti prima di ritirarsi, mentre decine di razzi sono stati lanciati verso Israele negli ultimi due giorni. L’ambasciata statunitense a Beirut ha annunciato la chiusura fino a nuovo avviso. Il rischio di un’ulteriore escalation resta alto.