TEGUCIGALPA - Il processo elettorale in Honduras si è ufficialmente concluso questo martedì 30 dicembre, a poche ore dalla scadenza del termine legale, con la pubblicazione dei risultati definitivi per deputati e sindaci, a un mese esatte dalle elezioni generali del 30 novembre.  

La dichiarazione finale è stata letta durante una conferenza virtuale dalle consigliere del Cne Ana Paola Hall, presidente dell’organismo ed esponente liberale, e Cossette López, rappresentante del Partito Nazionale, insieme al consigliere supplente Carlos Cardona. Assente il consigliere Marlon Ochoa, di Libre, che continua a non riconoscere i risultati.  

“Popolo honduregno, con questo atto il Cne dichiara concluso il processo delle elezioni generali 2025, riaffermando il nostro impegno incrollabile verso la volontà sovrana dei cittadini e il rispetto rigoroso della Costituzione e della legge”, ha dichiarato Hall, invitando tutte le forze politiche e sociali a preservare la pace e a far valere eventuali contestazioni esclusivamente attraverso i canali legali previsti.  

Nel suo intervento, la presidente del Cne ha anche ricordato le difficoltà che hanno segnato il conteggio dei voti, parlando di sabotaggi, minacce, pressioni e persecuzioni nei confronti delle autorità elettorali, oltre a episodi di grave violenza di genere contro le consigliere. “Nonostante tutto – ha affermato – possiamo dire che ha vinto il popolo, ha trionfato la democrazia. Honduras, abbiamo adempiuto”. 

La chiusura è stata accolta con entusiasmo dai militanti del conservatore Partito Nazionale, guidato dal presidente eletto Nasry “Tito” Asfura, proclamato dal Cne il 24 dicembre, ma anche con un netto rifiuto da parte delle forze di opposizione. 

Secondo il Consiglio nazionale elettorale (Cne), il Partito Nazionale ha ottenuto 49 seggi sui 128 del Parlamento unicamerale. Seguono il Partito Liberale con 41 deputati, Libertad y Refundación (Libre, sinistra) con 35, il Partito Innovazione e Unità Socialdemocratica con due seggi e la Democrazia Cristiana con uno. 

Sul fronte delle amministrazioni locali, il Partito Nazionale si è aggiudicato 151 comuni, contro i 76 del Partito Liberale e i 69 di Libre. Completano il quadro un municipio per il Partito Innovazione e Unità Socialdemocratica e uno governato da un candidato indipendente.  

L’attuale sindaco uscente di Tegucigalpa, Jorge Aldana, candidato alla rielezione per Libre, ha annunciato di non riconoscere l’esito e che non consegnerà il municipio finché non saranno conteggiate 435 schede che, a suo dire, dimostrerebbero la sua vittoria.  

Il sindaco eletto, Juan Diego Zelaya del Partito Nazionale, ha invece lanciato un appello all’unità e alla riconciliazione.   

Anche Salvador Nasralla, candidato del Partito Liberale e arrivato secondo nella corsa presidenziale con un margine ristretto rispetto ad Asfura, ha ribadito il suo rifiuto dei risultati, sostenendo di essere lui il vero vincitore. 

Ad aumentare l’incertezza politica è intervenuto infine il procuratore generale dello Stato, Johel Zelaya, che ha annunciato l’avvio di “azioni giudiziarie” per chiarire quanto accaduto durante il processo elettorale. “Una volta emessa la dichiarazione ufficiale – ha spiegato – intraprenderemo iniziative legali per fare luce e rendere pubblica la verità sui fatti avvenuti”.