WASHINGTON - L’Iran apre uno spiraglio sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, ma solo a determinate condizioni.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Teheran ha comunicato agli Stati membri dell’International Maritime Organisation che le navi considerate “non ostili” potranno transitare, purché coordinate con le autorità iraniane.

La misura viene attivata mentre il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a paralizzare uno dei passaggi più rilevanti per il commercio energetico globale. Attraverso Hormuz transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, con forti ripercussioni sui mercati.

Nel documento, il ministero degli Esteri iraniano afferma di aver adottato misure “necessarie e proporzionate” per impedire che lo stretto venga utilizzato per operazioni ostili. Le restrizioni colpiscono in particolare le navi legate a Stati Uniti, Israele e ad altri paesi coinvolti nel conflitto, che non sarebbero considerate idonee al passaggio.

La notizia non è stata verificata in modo indipendente, ma riflette il tentativo di Teheran di mantenere un certo controllo su una rotta strategica senza bloccarla completamente.

Sul piano militare, la situazione resta tesa. L’Iran ha lanciato nuove ondate di missili contro Israele, mentre proseguono i raid aerei israeliani su obiettivi in territorio iraniano. A Teheran, diverse esplosioni sono state segnalate in più zone della capitale, con sistemi di difesa aerea attivati.

In Israele, sirene di allarme sono risuonate a Tel Aviv dopo attacchi missilistici che hanno danneggiato edifici residenziali. Le autorità hanno avviato operazioni di soccorso per verificare la presenza di persone intrappolate sotto le macerie.

Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a sondare la possibilità di un accordo. Il presidente Donald Trump ha parlato di colloqui “produttivi”, ma da Teheran arrivano smentite su negoziati formali. Alcuni segnali indicano tentativi di mediazione internazionale, con possibili incontri indiretti in paesi terzi.

Nonostante queste aperture, il conflitto non mostra segnali concreti di attenuazione. Gli attacchi si estendono anche ad altre aree della regione, inclusi obiettivi energetici e basi militari.

La gestione dello Stretto di Hormuz resta quindi un punto critico. La disponibilità iraniana a consentire il passaggio selettivo delle navi introduce un elemento di incertezza ulteriore per il commercio globale, in un contesto già segnato da forti tensioni e oscillazione dei prezzi energetici.