ROMA - Una coalizione strategica composta da Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone ha condannato con “la massima fermezza” il blocco dello Stretto di Hormuz operato dall’Iran. In una nota congiunta, i sei governi hanno chiesto la fine immediata delle ostilità contro le navi mercantili e le infrastrutture civili, dichiarandosi pronti a contribuire attivamente per garantire la sicurezza della navigazione. 

Il documento punta il dito contro l’uso di mine, droni e missili, definendo le azioni iraniane una minaccia diretta alla pace internazionale e alla stabilità delle catene di approvvigionamento. 

La richiesta dei sei governi esige la cessazione immediata di ogni tentativo di blocco e il pieno rispetto della Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. In un preoccupante allarme sociale, i leader sottolineano che l’interruzione del transito di gas, petrolio, fertilizzanti e alimenti colpirà duramente le popolazioni di tutto il mondo, con effetti che si preannunciano devastanti specialmente in Asia e in Africa. 

“È un documento politico, non militare”, ha precisato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando che l’obiettivo prioritario resta una soluzione diplomatica che eviti un’escalation irreversibile. 

L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, arrivando al Consiglio Europeo, ha ribadito la stretta collaborazione con le Nazioni Unite per trovare un “passaggio sicuro” per le navi commerciali. Una posizione confermata dal Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, ospite del vertice di Bruxelles: “Il Consiglio di sicurezza ha condannato questi attacchi e ha ordinato di fermarli, disponendo la riapertura dello Stretto di Hormuz. L’Unione Europea è centrale negli sforzi per un ordine internazionale basato sullo stato di diritto”. 

Mentre la diplomazia lavora a Bruxelles, si intensificano i contatti operativi. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha avuto colloqui con il Segretario Nato Mark Rutte e il presidente francese Emmanuel Macron. Al centro della discussione, oltre alla sicurezza delle rotte marittime, anche i “gravissimi attacchi” iraniani contro le infrastrutture energetiche del Qatar (hub di Ras Laffan). 

I leader hanno concordato sulla necessità di elaborare un “piano realizzabile” per la protezione della navigazione, accogliendo con favore il lavoro di pianificazione preparatoria già avviato da alcune nazioni, in linea con le sollecitazioni giunte dalla Casa Bianca di Donald Trump.