CANBERRA - Nei circoli conservatori australiani prende forma l’idea di un “consiglio degli anziani” per tentare di ricomporre la frattura tra Liberali e Nazionali, mentre le trattative tra i due partiti entrano in una fase decisiva.
Tra i nomi evocati come possibili mediatori spicca quello dell’ex primo ministro John Howard, affiancato da Tony Abbott e dall’ex leader dei Nazionali John Anderson.
Secondo parlamentari dell’ex Coalizione, una squadra di figure autorevoli di entrambi i partiti potrebbe aiutare a sbloccare lo stallo e prevenire un divorzio che rischia di diventare permanente. L’opposizione è infatti appesa a un filo: se non si raggiungerà un compromesso entro pochi giorni, la spaccatura potrebbe consolidarsi sul piano politico e organizzativo.
La possibilità di un intervento di Howard è stata accolta positivamente da esponenti Liberali. La frontbencher Melissa McIntosh, che ha lavorato per lui durante il suo mandato da primo ministro, ha detto che sarebbe il benvenuto. “Non c’è persona migliore di John Howard per riportare insieme la grande famiglia, per riunire la congregazione”, ha dichiarato a Canberra, sottolineando la necessità di superare settimane di scontri interni.
Nel frattempo, la leader dell’opposizione Sussan Ley attende una controproposta formale dai Nazionali. Se un’intesa non verrà trovata entro lunedì, Ley ha già fatto sapere che procederà alla nomina di uno gabinetto ombra composto solo da Liberali, una mossa che renderebbe la separazione di fatto irreversibile. Alcune fonti indicano che l’annuncio potrebbe arrivare già nel fine settimana.
La crisi è esplosa a seguito di un disaccordo sulle leggi contro i crimini d’odio. Tre senatori dei Nazionali avevano votato contro la linea dei Liberali, violando la regola di solidarietà del gruppo dei ministri ombra, e si erano offerti di dimettersi dai loro ruoli. Quando le dimissioni sono state accettate, gli altri esponenti di punta dei Nazionali hanno reagito con un’uscita collettiva, innescando la rottura.
Ley chiede che i tre senatori vengano sospesi dal frontbench come sanzione formale, una condizione che il partito regionale non sembra disposto ad accettare. Da qui il braccio di ferro che ora rischia di segnare una svolta storica.
All’interno dei due partiti convivono visioni diverse. La senatrice Liberale Jane Hume ha detto che la Coalizione è più forte quando resta unita, ma senza rinunciare ai propri principi. “I Liberali sono migliori quando sono Liberali, i Nazionali quando sono Nazionali. Ma insieme siamo più forti”.
Di segno opposto le parole della senatrice dei Nazionali Bridget McKenzie, convinta che il suo partito possa camminare da solo. “Siamo stati partito di governo a Canberra per oltre un secolo, molto prima dei Liberali. Lo abbiamo già fatto, possiamo rifarlo”, ha detto.
In mezzo, il tentativo di affidarsi ai “saggi” per evitare una rottura che avrebbe conseguenze durature per il centrodestra australiano.