ROMA - Il 13 ottobre 2022, nella sede legale della società cinematografica AU79 Srl, a Roma, si tiene un incontro tra i vertici della società, l’avvocato Andrea Centofanti e un funzionario di Banca Progetto. Al centro della riunione c’è la concessione di un finanziamento da 1,5 milioni di euro destinato alla produzione del film I Fratelli Re. A gestire l’operazione è Ida Ruggiero, agente monomandatario della banca e moglie di Centofanti, che per l’intermediazione riceve una commissione di 43.000 euro. 

Nella relazione commerciale, Ruggiero descrive colloqui con l’amministratore unico Mario Cardarelli sulla situazione della società e sul film in produzione, indicando anche come condizione necessaria l’aumento del capitale sociale di AU79 da 40.000 a 450.000 euro. Tuttavia, nella documentazione non emergono segnalazioni di rischio antiriciclaggio né dettagli sui controlli effettuati. La pratica procede rapidamente e il 15 dicembre 2022 il comitato crediti di Banca Progetto approva il finanziamento, che viene erogato il 23 dicembre.

Parallelamente, però, la Guardia di finanza indaga sui cosiddetti “mutui allegri” concessi dalla banca. Proprio sul finanziamento ad AU79 emergono diverse criticità: Ruggiero dichiara di aver discusso di un film già in produzione, mentre le riprese sarebbero iniziate solo successivamente; inoltre omette di segnalare il conflitto di interessi legato al marito Centofanti, presente all’incontro e beneficiario di un pagamento di 55.000 euro proveniente dagli stessi fondi. Non viene neppure chiarito il reale assetto societario: Cardarelli risulta una figura di facciata, mentre il controllo effettivo farebbe capo ad Antonio Scaramuzzino, in collegamento con Alessandro Di Paolo.

Secondo un’informativa di 152 pagine depositata alla Procura capitolina, i fondi ricevuti non sarebbero stati utilizzati per il film, mai completato a tre anni dal finanziamento, ma dirottati verso la Triestina Calcio tramite Atlas Consulting e altre società del gruppo Scaramuzzino. Parte del denaro sarebbe servita a pagare fatture a Centofanti e a sostenere società in difficoltà finanziaria. Anche l’aumento di capitale risulterebbe fittizio, effettuato dai genitori di Di Paolo e poi trasferito alla Triestina. Il meccanismo, secondo gli inquirenti, si ripeterebbe con altre società cinematografiche e sportive, coinvolgendo un ampio network imprenditoriale. Sull’inchiesta lavorano le procure di Roma, Milano e Terni, con nuovi esposti attesi soprattutto su operazioni legate alla Ternana Calcio e alle gestioni precedenti.