CANBERRA - David Littleproud difende la propria leadership mentre all’interno dei Nazionali prende forma un tentativo di sfida che molti parlamentari descrivono come poco più di un gesto simbolico.
Il deputato Colin Boyce ha annunciato che presenterà una mozione di spill quando il partito tornerà a riunirsi a Canberra lunedì, dichiarandosi pronto a candidarsi alla guida se la votazione dovesse andare a buon fine.
Boyce, che rappresenta il collegio di Flynn, ha collegato l’iniziativa alla recente rottura della partnership con i Liberali, avvenuta dopo lo scontro sulle leggi contro l’incitamento all’odio. “Dobbiamo rimettere insieme questa coalizione”, ha detto ospite di Sky News, avvertendo che proseguire sulla strada attuale significherebbe “andare verso un dirupo politico”. A suo giudizio, Littleproud avrebbe preso decisioni sbagliate, riuscendo ad “alienare quasi tutti”.
Il leader dei Nazionali ha risposto senza citare direttamente la mozione, ribadendo di sostenere il diritto dei membri del partito di esprimere opinioni diverse. “Resto convinto del mio operato come leader e di quanto il partito abbia ottenuto attraverso un lavoro politico concreto e la difesa dell’Australia regionale, rurale e remota”.
A blindarlo è intervenuto il vice leader Kevin Hogan, che ha definito la procedura uno strumento previsto ma privo di reali prospettive. Secondo Hogan, Littleproud potrà contare su un consenso ampio nella sala del partito, come già avvenuto in passato. Anche l’ex leader Michael McCormack, pur critico in altre occasioni, ha invitato a riportare l’attenzione sulle difficoltà quotidiane degli australiani. “La gente chiede stabilità”, ha detto, sottolineando che, pur comprendendo le motivazioni personali di Boyce, la guida del partito resta salda.
Sulla stessa linea il senatore Matt Canavan, che in passato aveva sfidato Littleproud su posizioni ambientali, ma che ora non vede ragioni per un cambio al vertice. Altri deputati hanno fatto sapere in privato che l’iniziativa non gode di un sostegno sufficiente e che l’annuncio ha colto di sorpresa molti colleghi, segno di una scarsa preparazione.
La tensione interna si inserisce in un quadro più ampio di instabilità a destra. Littleproud ha deciso di porre fine all’alleanza con i Liberali dopo che la loro leader Sussan Ley ha rimosso tre esponenti dei Nazionali dalle posizioni ministeriali ombra per aver votato contro il partito sulle leggi sull’odio. “Non ce ne siamo andati per rabbia, ma per delusione”, ha spiegato, chiarendo però che non ci sarà una riunione finché Ley resterà alla guida.
A pesare c’è anche l’ascesa di One Nation nei sondaggi. L’ultimo Newspoll assegna al partito il 22 per cento dei voti primari, superando la, per ora, defunta Coalizione ferma al 21 per cento. Un segnale che rafforza i timori, espressi dallo stesso Boyce, di una perdita di terreno elettorale mentre il fronte conservatore resta diviso.