Soltanto qualche anno fa era poco più di un’idea nata attorno a un tavolo. Un momento conviviale, un aperitivo, qualche collega, il desiderio di non affrontare da soli un momento complicato per il settore delle costruzioni. Nei giorni scorsi, negli uffici di Melbourne dello studio legale Holding Redlich, quella stessa idea ha compiuto un salto di qualità: il Collettivo Italiano ha tenuto la sua prima Annual General Meeting, approvando statuto e direttivo e avviando formalmente il percorso verso la registrazione ufficiale come associazione.

Prima della parte formale della riunione, introdotta dalla segretaria del comitato direttivo, l’interior designer Lidia Brugnaro, a ripercorrere l’inizio del percorso del Collettivo è stato Carlo Gabriele, garden designer e tra i promotori del progetto. “In un momento difficile per il settore ho pensato di riunire le persone che conoscevo nel design, nell’architettura e nelle costruzioni. Una serata semplice, molto italiana, fatta di chiacchiere e un po’ di cibo. L’idea era stare insieme, ma soprattutto condividere i nostri contatti per sostenerci a vicenda”.

Da quell’incontro, quasi spontaneo, è nato qualcosa che ha preso forma mese dopo mese. “È stato un lungo percorso”, ha detto Gabriele davanti ai membri fondatori. “Quello che succede stasera va oltre la visione iniziale che avevo. Questo è il primo passo di un nuovo viaggio”.

Il passaggio da gruppo informale a realtà strutturata è stato scandito dagli interventi dei membri del direttivo. “Undici mesi fa, nel corso di un evento ospitato da Tiento, ci siamo chiesti se volevamo portare questa comunità di professionisti, colleghi, amici, al livello successivo”, ha ricordato Gianfranco De Vecchi, general manager di Veneto Group e presidente del Collettivo Italiano. “Oggi siamo qui a celebrarlo, questo passaggio. Non stiamo costruendo solo un gruppo che si incontra per una pizza o un aperitivo, ma un’associazione professionale che può diventare una piattaforma per la crescita di tutti”.

De Vecchi ha sottolineato il valore dei membri fondatori presenti nel corso della serata negli studi di Holding Redlich o collegati online: “Siete parte di questo progetto con il vostro tempo e la vostra fiducia. Dopo il voto di oggi potremo creare sinergie a un livello che prima non era possibile”. La parola chiave è crescita. Non soltanto numerica, ma qualitativa. Fabio Biavaschi, membro del direttivo e fondatore e direttore di Features Group, ha sottolineato il ruolo degli eventi: “Il Collettivo è nato invitando un gruppo di amici a casa, e quello spirito resta. Gli eventi saranno il cuore della nostra attività. Ma non sarà solo il direttivo a organizzarli: vogliamo che ciascuno porti idee, contatti, opportunità”.

Tra le prospettive future, anche un orizzonte che guarda all’Italia, con alcuni punti di riferimento come il prossimo Salone di Milano.

Accanto all’entusiasmo e alla condivisione e programmazione di eventi di settore che diano valore aggiunto al Collettivo e a ogni membro che vi appartiene, spazio anche alla spiegazione di cosa sia necessario fare in termini di struttura organizzativa. Marco Cimino, vicepresidente e tesoriere del Collettivo Italiano, architetto partner dello studio di architettura Akehurst Owen Cimino, ha affrontato proprio il tema delle risorse economiche e dell’organizzazione, aprendo il suo intervento con un ringraziamento allo studio legale che ha ospitato l’AGM: “Prima di tutto voglio esprimere la nostra gratitudine a Holding Redlich e, in particolare, agli avvocati William Kohng, Lou Farinotti, Dado Hrustanpasic, Andrew Iser e Daniel Jackson. La loro disponibilità e professionalità sono state fondamentali per permetterci di organizzare questa prima AGM e compiere un passo così importante verso la formalizzazione dell’associazione”. Poi il passaggio sul futuro del Collettivo e sulle necessità concrete per renderlo sempre più solido: “Questa sera parliamo di iscrizione a un’associazione che ha un obiettivo molto chiaro: crescere, creare connessioni, investire in opportunità per tutti”. L’associazione introdurrà tre livelli di iscrizione, in un’ottica di lungo periodo. “Chiediamo fiducia. Abbiamo competenze, conoscenze e una forte identità. Siamo italiani: possiamo fare le cose in modo diverso e dare valore a quello che costruiamo insieme”. Con l’approvazione dello statuto e del direttivo, il Collettivo Italiano compie dunque il suo primo passo ufficiale. I membri fondatori presenti hanno approvato all’unanimità lo statuto e il direttivo che è così composto: Gianfranco De Vecchi, presidente, Marco Cimino, vicepresidente e tesoriere, Lidia Brugnaro, segretaria, Fabio Biavaschi, Carlo Gabriele, Marco Patavino e Lou Farinotti.

Da una cena tra amici a un’associazione strutturata: il tratto distintivo resta lo stesso, la volontà di mettere in comune esperienza e visione, valorizzando la matrice italiana come punto di forza nel contesto professionale australiano. Ora si entra nella fase operativa, con l’obiettivo di definire nelle prossime settimane un calendario di iniziative e incontri, aprendo formalmente una nuova stagione di attività e collaborazione tra i professionisti italiani di Melbourne.