Perth è la città del sole, delle miniere e di un’economia che corre. Ma è anche un pezzo d’Italia dall’altra parte del mondo. Un’Italia che, dopo avere contribuito a costruire la spina dorsale del Western Australia, oggi prova a cambiare pelle, trasformando la propria eredità in una leva per il futuro. Non più soltanto memoria e tradizione, dunque, ma cultura, diplomazia, impresa, design, sport e tante nuove opportunità.
È questa la sfida che il Consolato italiano a Perth sta affrontando in un territorio in rapida trasformazione, dove la comunità italiana continua ad avere un peso specifico notevole. Una presenza che non si misura soltanto nei numeri, ma soprattutto nella profondità dell’integrazione raggiunta.
“È una comunità molto significativa, non solo dal punto di vista numerico, ma anche per il livello di integrazione che ha raggiunto in tutti i settori”, spiega il console italiano a Perth, Sergio Federico Nicolaci. Dagli ambienti imprenditoriali alla politica, l’impronta italiana è ormai parte integrante della storia del Western Australia. Ci sono ministri di origine italiana, parlamentari e figure ai vertici delle istituzioni che rivendicano con orgoglio le proprie radici.
Ma è soprattutto nel mondo delle imprese che il contributo degli italiani ha lasciato un segno indelebile. Nel dopoguerra furono numerosi gli immigrati italiani a partecipare alla costruzione delle infrastrutture e allo sviluppo dell’industria mineraria. “Alcune delle aziende nate da quella stagione migratoria sono diventate autentici colossi, contribuendo a edificare quella che oggi è la spina dorsale economica dello Stato”, aggiunge Nicolaci.
È una storia riconosciuta dagli stessi australiani. Una storia che, tuttavia, non si è fermata alla prima generazione. “La vecchia comunità italiana, ormai profondamente australiana, continua a mantenere un rapporto intenso con l’Italia”.
Accanto a questa realtà consolidata ne cresce però un’altra, più giovane, mobile e difficile da intercettare. Sono i ragazzi che arrivano con il Working Holiday Visa, spesso attratti dalle opportunità offerte dal settore dell’ospitalità e, soprattutto, dall’industria mineraria. Restano magari per qualche mese o qualche anno, cambiano città, lavoro e prospettive. “Non frequentano necessariamente i vecchi circoli e le associazioni, perché appartengono a una generazione che vive l’italianità in maniera diversa”.
“Ma l’italianità si sente ovunque”, osserva il Console. Il punto, per il Consolato, è dunque riuscire a parlare anche a questa nuova generazione. Da qui la scelta di ampliare il raggio delle iniziative: conferenze, cultura, musica, design, incontri economici e grandi appuntamenti capaci di mettere insieme pubblici differenti.
La consacrazione è arrivata con ‘Italian Way’, il progetto che ha portato Perth a essere nominata ‘Capitale della Creatività Italiana nel Mondo 2025’. “Un riconoscimento accompagnato da un calendario fitto di appuntamenti – spiega Nicolaci –. Quindici iniziative ufficiali e numerose attività collaterali, costruite attorno a tre parole chiave: tradizione, innovazione e creatività”.
A Perth sono arrivati protagonisti della cultura italiana come Alessandro Barbero, capace di registrare il tutto esaurito con una conferenza in italiano, e Dario Fabbri, che ha richiamato un pubblico altrettanto numeroso parlando in inglese. Il design è entrato nel programma attraverso collaborazioni con la Perth Design Week e l’Italian Design Day. Musica e arti hanno completato un mosaico pensato per raccontare un’Italia contemporanea, lontana dagli stereotipi e capace di dialogare con il mondo.
Ma dietro la vetrina culturale c’è anche una partita molto concreta: quella economica.
Il Western Australia è uno dei territori minerari più importanti del pianeta, primo produttore mondiale di litio e ricco di materie prime strategiche. “L’Italia, seconda manifattura d’Europa, dispone invece di competenze industriali e tecnologiche che possono incontrare una domanda crescente australiana”. La complementarità è evidente, soprattutto in una fase geopolitica nella quale la sicurezza delle catene di approvvigionamento è diventata una questione strategica.
Il Consolato lavora così per trasformare il patrimonio accumulato in oltre un secolo di presenza italiana in relazioni commerciali e industriali più solide. Un esempio è stato ‘Beyond the Pitch’, iniziativa nata nell’ambito di Calcio Italiano, dove lo sport è diventato il punto di partenza per costruire relazioni economiche e istituzionali.
E proprio il calcio potrebbe riservare nuove sorprese. Il prossimo appuntamento di Calcio Italiano è già nel mirino e, lascia intendere il Console, “potrebbero esserci delle sorprese molto importanti”.
Se il futuro guarda avanti, anche il passato chiede però di essere ripensato. È il grande nodo dell’associazionismo italiano. “I club storici, come l’Italian Club di Fremantle e il West Australian Italian Club, hanno rappresentato per decenni il cuore della comunità. Sono stati luoghi di incontro, solidarietà e identità”, asserisce il Console. Oggi, però, devono fare i conti con il ricambio generazionale e con una società profondamente cambiata.
La risposta non può essere la semplice conservazione. Serve una trasformazione.
Per questo assume particolare rilievo il progetto di ‘Redevelopment’ dell’Italian Club, sostenuto dal governo del Western Australia con un impegno finanziario di 30 milioni di dollari. L’idea è creare un centro moderno, capace di ospitare il club, gli impianti sportivi e, in prospettiva, anche il Consolato e le altre componenti del “sistema Italia”.
Un vero cambio di paradigma. “L’Italia è il Paese della bellezza e dell’eleganza”, sottolinea Nicolaci, spiegando di avere insistito affinché il nuovo progetto richiamasse elementi iconici dell’architettura italiana.
Archi, forme monumentali, richiami alla tradizione: non per imbalsamare il passato, ma per dare una forma contemporanea all’identità italiana. Se la comunità italiana vuole continuare a essere protagonista, deve avere luoghi all’altezza della storia che rappresenta.
È, in fondo, la stessa sfida che attraversa tutto il rapporto tra Perth e l’Italia: trasformare l’eredità in futuro. Perché mentre il Western Australia cresce e continua ad attirare giovani e investimenti, anche la domanda di servizi consolari aumenta rapidamente. Perth cambia volto, la comunità italiana cambia con lei e il Consolato è chiamato ad adeguarsi.
La vecchia emigrazione, ha lasciato un patrimonio inestimabile: ha costruito strade, imprese e quartieri. La nuova generazione può costruire ponti diversi: culturali, economici, diplomatici. E in mezzo ci sono luoghi da reinventare, relazioni da consolidare e un’identità da rimettere in movimento.
La partita, insomma, è appena cominciata. E Perth potrebbe diventare uno dei laboratori più interessanti per capire come l’italianità possa attraversare il XXI secolo senza perdere le proprie radici. “Stiamo lavorando per tradurre quel potenziale enorme di soft power italiano, costruito da generazioni di italiani che hanno modellato questo Paese, e rilanciarlo nel XXI secolo”.