KIEV - Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ufficialmente respinto l’ipotesi di una tregua per le festività pasquali avanzata da Volodymyr Zelensky.
Secondo Mosca, il presidente ucraino dovrebbe concentrarsi su una “pace duratura” piuttosto che su interruzioni temporanee, aggiungendo che nessuna proposta “chiara e formalizzata” è mai giunta ufficialmente sul tavolo dei russi.
In risposta al gelo di Mosca, l’Unione Europea ha scelto di dare un segnale di compattezza riunendo i propri ministri degli Esteri proprio nella capitale ucraina. La missione coincide con il quarto anniversario del massacro di Bucha, Irpin e Borodyanka.
I lavori del Consiglio informale si articolano su quattro pilastri strategici, a partire dall’accertamento delle responsabilità con un focus sulla punizione dei crimini di aggressione russi attraverso l’operato del Tribunale Speciale e della Commissione per le Compensazioni.
Inoltre, l’obiettivo è ottimizzare il sostegno europeo nei settori militare, energetico e infrastrutturale per affrontare il nuovo anno di guerra, dedicando inoltre una sessione specifica al futuro dei veterani e al loro reinserimento sociale ed economico nella vita civile.
In particolare, per Tajani, la visita rappresenta anche l’occasione per incontrare i funzionari e gli imprenditori italiani che operano nel Paese. “Siamo qui per testimoniare che l’Italia è vicina a Kiev”, ha dichiarato durante la visita ai luoghi delle atrocità del 2022. Il ministro ha ribadito che l’obiettivo resta una “pace giusta”, sottolineando la necessità di continuare la pressione su Putin affinché accetti un tavolo negoziale senza pretese territoriali illegittime.
Parallelamente al fronte europeo, si apre uno scontro diplomatico con l’Iran. Teheran ha ufficialmente accusato l’Ucraina di coinvolgimento diretto nelle tensioni del Golfo Persico, definendo Kiev “complice” di Stati Uniti e Israele. L’accusa, inviata al Segretario Generale dell’Onu, riguarda il presunto dispiegamento di specialisti anti-drone ucraini nella regione per contrastare la tecnologia iraniana.
La replica di Kiev è stata immediata e sferzante. Il Ministero degli Esteri ucraino ha respinto le accuse, definendole paradossali alla luce del massiccio supporto bellico che l’Iran fornisce alla Russia. Secondo i dati diffusi dal portavoce Heorhii Tykhyi, dal 2022 sono stati lanciati contro l’Ucraina circa 60.000 droni Shahed di fabbricazione iraniana. “Nessun drone ucraino ha mai colpito l’Iran”, ha ricordato Tykhyi, ribaltando la responsabilità legale del conflitto su Teheran.
Mentre la politica discute, i combattimenti non accennano a fermarsi. Le autorità russe hanno riferito di aver abbattuto 38 droni ucraini nella regione di San Pietroburgo. Il governatore Alexander Drozdenko ha confermato danni alle infrastrutture del porto di Ust-Luga e il ferimento di tre persone, tra cui due bambini, nel distretto di Kirovsky, dove i detriti avrebbero colpito edifici residenziali e una scuola.