ROMA - Si chiamerà “annotazione preliminare” l’atto con cui il pubblico ministero potrà procedere nelle indagini su un reato commesso “in presenza di una causa di giustificazione”, rinviando l’iscrizione formale nel registro degli indagati. L’iscrizione scatterà comunque in caso di incidente probatorio. 

È uno dei punti chiave del cosiddetto “scudo” contenuto nel decreto sicurezza, varato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio, ora bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta ufficiale, diventando così operativo. 

Il provvedimento prevede che entro 60 giorni il ministro della Giustizia adegui il codice di procedura penale introducendo il modello per le annotazioni preliminari, che dovrebbero avere una durata massima di 150 giorni garantendo gli stessi diritti e le stesse garanzie previste per chi è iscritto nel registro degli indagati.  

Se in un secondo momento avverrà l’iscrizione formale, i termini delle indagini preliminari decorreranno dalla data dell’annotazione. 

Modifiche sono state apportate anche alla norma sul fermo preventivo per evitare la partecipazione a manifestazioni di soggetti ritenuti pericolosi: scatterà solo “in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”, e consentirà di accompagnare e trattenere fino a 12 ore i sospetti negli uffici di pubblica sicurezza per accertamenti, con immediata comunicazione al pm, che dispone il rilascio se non sussistono le condizioni. 

Rispetto alle bozze iniziali, è stato eliminato il fondo da 50 milioni per il potenziamento dei sistemi tecnologici di controllo delle reti ferroviarie, mentre sono ridotti a 48 milioni (solo per il 2026) gli stanziamenti per la sicurezza urbana. Restano invece le nuove norme che equiparano le lesioni a capotreni, controllori, docenti, presidi e arbitri a quelle contro pubblici ufficiali. 

Confermata anche la stretta sulle armi da taglio: vietata la vendita ai minori e previste sanzioni amministrative per i genitori in caso di violazione. Non è stato però inserito l’obbligo di registrazione delle vendite. 

Sul fronte degli organici delle forze di polizia, il decreto prevede due concorsi straordinari: nel 2026 per 1.800 ispettori superiori della Polizia di Stato e nel 2027 per 2.400 unità. Stanziati 7,6 milioni per il 2027, 4,8 milioni per il 2035 e 4,8 milioni annui dal 2028 al 2034 e dal 2036 per gli straordinari.