TEHERAN – Prosegue con sempre maggiore veemenza l’operazione di Stati Uniti e Israele che continuano a colpire l’Iran “su vasta scala”, con la volontà, ormai chiara, di annullare la capacità militare del regime e, al contempo, decapitare tutta la linea di comando, dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei e altre figure chiave.
Proprio mentre statunitensi e israeliani hanno scatenato una vera e propria pioggia di bombardamenti sul territorio iraniano, l’Assemblea degli Esperti, l’organo che, nell’ordinamento giuridico dell’Iran, è competente per l’elezione della Guida suprema, ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida suprema, su indicazione delle Guardie rivoluzionarie. La notizia, riportata inizialmente da Iran International, è stata confermata poi anche da altri media.
Nella notte tra lunedì e martedì (orario locale) l’esercito israeliano aveva attaccato il “più importante quartier generale degli Ayatollah a Teheran”, e più tardi aveva preso di mira proprio l’Assemblea degli Esperti a Qom. Non è chiaro se il palazzo fosse stato evacuato in tempo, come sostengono i media iraniani, o se sia stato centrato proprio mentre era in corso la votazione per nominare la nuova Guida suprema, come riferiscono invece fonti israeliane.
Secondo Channel 12, gli 88 membri dell’Assemblea erano già andati via prima del raid e sul posto erano rimasti solo gli “scrutatori”, di cui poi non si è saputo nulla. L’elezione di Mojtaba Khamenei ha colto di sorpresa soprattutto chi si attendeva che il voto, come aveva sostenuto anche la Fars, potesse essere rinviato dopo i funerali del leader supremo Ali Khamanei. Funerali che probabilmente si terranno la prossima settimana nella sua città natale di Mashhad. In ogni caso, il Mossad ha già avvertito, in un post in farsi, che “non importa chi verrà scelto: il suo destino è già scritto, solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader”.
Cinquantasei anni, secondogenito di Ali Khamenei e figlio prediletto, Mojtaba che prende il posto del padre come Guida suprema dell’Iran è un politico e religioso con ottime relazioni con le forze di sicurezza, in particolare i Pasdaran.
Nato a Mashhad nel 1969, ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999, ha continuato gli studi a Qom per diventare chierico. Era da tempo considerato il figlio più influente di Khamenei e un possibile successore di suo padre come leader supremo. Ma Mojtaba è anche una figura chiacchierata per presunti arricchimenti, con proprietà immobiliari anche in Occidente, di cui ha parlato in una recente inchiesta Bloomberg.
Ha sostenuto Ahmadinejad nelle controverse elezioni presidenziali del 2005 e del 2009 e secondo i media potrebbe aver svolto un ruolo di primo piano nell’orchestrarne la vittoria elettorale nel 2009. Era stato designato in anticipo come successore di suo padre, e Iran International aveva riferito circa un anno e mezzo fa che era stato scelto segretamente come suo successore.
Anche se recentemente non sarebbe stato considerato un candidato vero, perché la stessa Guida aveva sempre detto di non volere una successione dinastica. Negli ultimi giorni erano circolate voci che fosse stato ucciso o gravemente ferito assieme al padre. Voci però mai confermate, anzi, l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha confermato che Mojtaba è sano e salvo e illeso nell’attentato in cui sono morti suo padre, sua moglie e altri familiari.