SYDNEY - Il futuro della passerella pedonale di Bondi Beach utilizzata dai due attentatori durante l’attacco terroristico del 14 dicembre resta incerto.
Il ponte, risalente a circa un secolo fa, è diventato uno dei simboli più dolorosi della strage avvenuta durante una celebrazione dell’Hanukkah, in cui hanno perso la vita 15 persone. Ora il consiglio comunale di Waverley è chiamato a decidere se e come intervenire su una struttura che, secondo i tecnici, sarebbe comunque destinata alla rimozione.
Alcuni residenti e frequentatori della zona vorrebbero che il ponte rimanesse intatto, come testimonianza storica e luogo di memoria spontanea. Tuttavia, un rapporto commissionato dal consiglio già nel 2024 ha concluso che sia la passerella nord, teatro dell’attacco, sia quella gemella sul lato sud del parco di Bondi stanno raggiungendo la fine della loro vita utile e dovranno essere sostituite entro pochi anni, indipendentemente da qualsiasi progetto commemorativo.
Giovedì sera i consiglieri comunali discuteranno una mozione presentata dal sindaco che avvia formalmente l’iter per valutare la fattibilità di un memoriale permanente nell’area. La proposta chiede agli uffici comunali di preparare un rapporto dettagliato su costi, tempi e autorizzazioni necessarie per la sostituzione o il restauro delle due passerelle, entrambe inserite nel patrimonio storico. Il sindaco ha chiarito che la mozione non stabilisce una decisione definitiva, ma apre una fase di approfondimento tecnico e consultazione.
Il Comune ha assicurato che qualsiasi scelta sarà preceduta da un confronto con la comunità ebraica e con i residenti locali, riconoscendo il forte valore simbolico del luogo. In parallelo, la proposta prevede anche l’abbandono di un progetto di riqualificazione del parco che includeva un campo da basket nel punto centrale, da spostare in un’altra area della spiaggia per evitare sovrapposizioni con il sito dell’attacco.
A livello statale, il governo del New South Wales ha nominato due coordinatori generali per seguire l’assistenza alle comunità colpite e favorire il dialogo interculturale dopo l’attentato. L’obiettivo è garantire che le iniziative di sostegno e commemorazione siano organizzate in modo coerente e rispettoso delle sensibilità coinvolte.
La discussione sul ponte di Bondi riflette un dilemma più ampio: come conciliare la necessità di ricordare una tragedia con esigenze di sicurezza, pianificazione urbana e tutela del patrimonio. La decisione finale richiederà tempo, ma segnerà in modo duraturo il paesaggio e la memoria collettiva di uno dei luoghi più rappresentativi di Sydney.