ADELAIDE – Il South Australia si aggiudica un investimento da 800 milioni di dollari e mette un piede deciso nel futuro dell’aviazione sostenibile. La start up di Melbourne HAMR Energy ha scelto lo Stato per realizzare quello che viene descritto come il primo grande impianto australiano per la produzione di carburante per aerei da metanolo, superando nella corsa il Victoria.

Il progetto prevede la costruzione di una struttura in grado di convertire 300.000 tonnellate di metanolo a basse emissioni di carbonio in circa 140 milioni di litri l’anno di Sustainable Aviation Fuel (SAF). Il metanolo sarà prodotto a partire da residui forestali, legno, corteccia, rami e segatura, nell’ambito del più ampio piano da 1,8 miliardi di dollari che l’azienda intende sviluppare a Portland.

Secondo le stime della società, la produzione annuale dell’impianto sarebbe sufficiente a decarbonizzare fino a 4,5 milioni di viaggi in classe economy tra Adelaide e Melbourne ogni anno, offrendo un contributo concreto alla riduzione delle emissioni nel settore aereo, tra i più difficili da elettrificare.

Il cofondatore di HAMR Energy, David Stribley, ha spiegato che l’azienda sta collaborando con il governo statale per individuare il sito più adatto alla costruzione dell’impianto. L’investimento promette di creare centinaia di posti di lavoro nella fase di costruzione e oltre 50 ruoli permanenti una volta avviate le operazioni.

“Siamo orgogliosi di rafforzare la sicurezza energetica nazionale, contribuendo allo stesso tempo all’economia del South Australia e creando occupazione locale”, ha dichiarato Stribley, sottolineando come la scelta sia frutto di una valutazione strategica: infrastrutture di livello mondiale, forte impegno nelle energie pulite e vicinanza alle fonti sostenibili di biomassa.

La corsa al SAF si inserisce negli obiettivi di neutralità climatica al 2050 fissati dall’industria aeronautica. Il gruppo Qantas ha annunciato l’intenzione di utilizzare il 10% di carburante sostenibile entro la fine del decennio, per poi salire al 60% entro il 2050. Solo il mese scorso, Qantas, insieme al colosso europeo Airbus e alla società di ingegneria thyssenkrupp Uhde, ha sostenuto un investimento da 10 milioni di dollari in HAMR Energy nell’ambito di un round di finanziamento Series A.

Studi condotti da Airbus e Qantas indicano che un’industria domestica del SAF potrebbe generare fino a 13 miliardi di dollari di Pil entro il 2040 e sostenere circa 18.000 posti di lavoro, delineando un potenziale economico che va ben oltre il singolo impianto.

Il governo statale, attraverso il ministro per il Commercio e gli Investimenti Joe Szakacs, ha definito il progetto “un enorme voto di fiducia” verso il South Australia, ribadendo l’ambizione di posizionarsi all’avanguardia nella transizione energetica globale.

A monte della filiera, HAMR Energy ha già siglato un accordo con il gigante forestale OneFortyOne per l’approvvigionamento della biomassa necessaria al progetto di Portland. Il materiale proverrà dalle piantagioni di pino del gruppo nella regione del Green Triangle, tra il sud-est del South Australia e il sud-ovest del Victoria. L’entrata in funzione dell’intero complesso è prevista non prima del 2030.

Con questo investimento, il South Australia non solo si assicura centinaia di posti di lavoro qualificati, ma si candida a diventare uno dei poli strategici della nuova economia dei carburanti sostenibili, in un momento in cui la decarbonizzazione dell’aviazione rappresenta una delle sfide industriali più decisive dei prossimi decenni.