CARACAS – Il governo venezuelano, guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, ha espresso la sua disponibilità a “procedere verso una nuova agenda” con l’Unione europea, il Regno Unito e la Svizzera, in un incontro svoltosi a Caracas con i funzionari delle rispettive missioni nel Paese latinoamericano.
“Nel rispetto e nell’uguaglianza degli Stati, siamo disposti a procedere verso una nuova agenda, un intenso programma di lavoro per il benessere di entrambi i popoli”, ha dichiarato il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil.
L’incontro, definito “franco e cordiale” da Caracas, ha visto la partecipazione anche del presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez (fratello della presidente ad interim, ndr), e del ministro dell’Interno, Diosdado Cabello. I colloqui si sono concentrati sullo “stato delle relazioni bilaterali con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione in settori strategici come l’energia, l’istruzione, la scienza e l’industria farmaceutica”.
Si tratta di un’ulteriore svolta dell’attuale amministrazione ‘chavista’, visto che l’Europa non ha riconosciuto la rielezione di Nicolás Maduro nel 2024, ha imposto sanzioni al Venezuela e sostenuto la leader dell’opposizione Maria Corina Machado.
Nel frattempo, gli studenti dell’Università Centrale del Venezuela (Ucv), insieme a familiari dei detenuti e a organizzazioni per i diritti umani, si sono riuniti nella Plaza del Rectorado di Caracas per chiedere la liberazione dei prigionieri politici detenuti dal regime chavista. I manifestanti hanno esposto cartelli e fotografie di alcuni degli oltre 900 detenuti che, secondo le denunce delle Ong, restano rinchiusi in carceri e centri di detenzione del Paese.
La mobilitazione arriva a cinque giorni dall’annuncio del presidente del Parlamento chavista, Jorge Rodríguez, che aveva promesso la scarcerazione di un “numero significativo” di prigionieri politici.Secondo le organizzazioni umanitarie, tuttavia, finora ne sarebbe stato liberato meno dell’8%.
Nel corso di una conferenza stampa, i familiari hanno chiesto il rilascio “immediato e senza condizioni” di tutti i prigionieri politici e il rispetto delle garanzie fondamentali, denunciando ritardi, opacità nelle procedure e condizioni di reclusione definite disumane.