Un tour nei palasport che si conclude con 19 date e oltre 200.000 spettatori, ma Giorgia non si ferma: l’annuncio di nuovi show in estate prevede tappe a G-Last Call Jesolo, alla Reggia di Caserta e all’Arena di Verona, con un gran finale a Roma (per la sesta volta nel giro di un anno) e poi a Milano (per la quarta volta). 

A conti fatti, nel giro di un anno e mezzo, saranno 43 le date e circa 300.000 gli spettatori che avranno assistito agli show della cantante romana. Per dare un’idea, l’equivalente in pubblico corrisponde ad almeno sei-sette stadi pieni.

“No, no… io non ho mai avuto l’idea dello stadio come ambizione - spiega Giorgia -. La dimensione del grande spazio l’ho vissuta da ospite di Elisa a San Siro, ed è stata una botta d’energia pazzesca. Il mio sogno sarebbe tornare nei club, perché c’è un’intimità e una vicinanza con il pubblico che nei grandi spazi a volte si perde. Ma poi, stadio, palazzetto dello sport, teatro o club… non cambia molto. È la musica che ti lega, è quello che senti che fa la differenza”.

Proprio quest’anno l’artista celebra i 30 anni di carriera: un traguardo importante, segnato da una serie di momenti di grazia, come la partecipazione dello scorso anno al Festival di Sanremo con La cura per me, diventato il secondo singolo più venduto del 2025, e la conduzione di X Factor, che l’ha vista protagonista anche dietro le quinte, mostrando un lato più riflessivo e appassionato della sua personalità artistica. 

“È un momento di musica meraviglioso. Sono stupita ogni giorno di quello che sta accadendo. Dopo 30 anni di carriera, che sono stati intensi, pieni di esperienze, vivere un momento così come se si ricominciasse da capo era totalmente inaspettato, soprattutto in un periodo complicato. Senza voler sembrare egocentrica, credo di essere un caso raro per la mia generazione: avere un momento così vivo e bello, sia a livello discografico che live. Ricominciare, con una carriera alle spalle e senza avere vent’anni, credo sia qualcosa di particolare, quasi unico”.

Il punto di ripartenza è stato proprio Sanremo. “Dopo La cura per me ho ripreso fiducia. Mi è tornata la voglia di cantare, di raccontare storie. Avere anni di carriera alle spalle significa anche vivere delle onde: ci sono momenti d’entusiasmo e momenti di riflessione. Due anni fa, ad esempio, non volevo fare nemmeno l’album, mi chiedevo se ci fosse ancora bisogno che io cantassi. Forse avevo fatto quello che dovevo. Ma la musica ha un modo tutto suo di riportarti in carreggiata”.

Dopo il tour nei palazzetti, Giorgia pensava di concedersi un po’ di riposo. E invece è nato un tour estivo che non era programmato: 15 date per portare la musica dove di solito non si va, “andiamo noi a casa”, dice con quella sua ironia gentile. La nuova spinta l’ha portata anche a riprendere in mano la penna. “È un po’ che non scrivevo. Nel momento in cui non sapevo cosa cantare, non sapevo nemmeno cosa scrivere, e la scrittura era cambiata: metrica, accordi, armonie… tutto diverso. Ma ora mi sono sbloccata, ho ripreso il coraggio di scrivere e sto lavorando su nuova musica. Altro che riposo…”

Nonostante il fermento creativo, Giorgia esclude la possibilità di partecipare al prossimo Festival di Sanremo. “Febbraio? No, prima. Io non posso aspettare…”, scherza, glissando sulla domanda. “Dopo La cura per me direi che sto a posto. Se dovessero chiamarmi, andrei a fare altro, magari un progetto differente”.

L’esperienza televisiva ha aperto nuovi orizzonti, tra conduzione e co-conduzione, anche se Giorgia resta riservata sui dettagli. “Quest’anno mi hanno chiamato sì e no - racconta -. Stefano De Martino? L’ho incontrato mezza volta a C’è posta per te. Ma conosce bene Emanuel, il mio compagno. Tra ballerini si capiscono: hanno un linguaggio tutto loro”. 

Tra aneddoti e curiosità, non mancano ricordi che hanno segnato la carriera: il suo primo grande successo, E poi, l’ha lanciata nel panorama nazionale negli anni ’90, facendo innamorare il pubblico con la sua voce potente e limpida. 
Giorgia è sempre stata molto legata ai suoi colleghi: l’amicizia con Elisa è diventata una collaborazione quasi costante, dai duetti sul palco alle serate speciali come quella di Sanremo delle cover, mentre con Eros Ramazzotti e Annalisa ha condiviso momenti unici, sia musicali sia personali.

La data di Milano, prevista per il 3 ottobre all’Unipol Dome, sarà la chiusura simbolica di questo lungo ciclo. “Per chiudere il cerchio - dice Giorgia - inviterò tutti gli artisti che mi hanno accompagnato in questo periodo: Blanco, Eros con cui ho duettato recentemente, Annalisa, Elisa, Irama ed Emma, con cui condivido una grande passione per Pino Daniele e anche alcune notti brave. Un ospite internazionale? Il mio sogno sarebbe avere Raye, ma vedremo”.

Oltre alle collaborazioni, la cantante ha sempre mostrato un profondo rispetto per la musica dal vivo. Ricorda con affetto le tournée nei club all’inizio della carriera, dove ogni serata era un incontro intimo con il pubblico. “Il contatto diretto con chi ascolta è qualcosa che non si dimentica. Anche nei grandi palasport cerco sempre di ricreare quell’atmosfera, che è fatta di sguardi, vibrazioni, emozioni condivise”.