TEHERAN - A poco più di due settimane dall’attacco che ha sconvolto il cuore della Repubblica Islamica, la figura di Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell’Iran, rimane avvolta nel mistero. Mentre trapelano dettagli sull’operazione che ha ucciso il padre Ali, si rincorrono voci incontrollate sulla sua salute e sulla sua attuale posizione, in un clima di disinformazione alimentato dalla sua prolungata assenza pubblica. 

Secondo un audio trapelato e citato dal The Telegraph, Mojtaba sarebbe scampato alla morte per una manciata di minuti. Mazaher Hosseini, responsabile del protocollo dell’ufficio della Guida Suprema, racconta che Mojtaba era uscito nel cortile della residenza alle 9:32, appena pochi istanti prima che i missili balistici israeliani Blue Sparrow colpissero il complesso. 

L’attacco mirava a eliminare l’intera leadership iraniana. Diversi missili hanno centrato l’ufficio, la sala dei discorsi e le abitazioni private. Sebbene Mojtaba sia sopravvissuto, l’esplosione ha ucciso il padre Ali Khamenei, la moglie e il figlio di Mojtaba, oltre al cognato e numerosi alti dirigenti dei Pasdaran. 

Mentre Teheran assicura che il nuovo leader è già al lavoro, il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida riferisce che Mojtaba sarebbe stato trasportato segretamente a Mosca su un aereo militare russo. 

A causa di una ferita a una gamba, Khamenei sarebbe stato operato con successo nella capitale russa e si troverebbe ora in convalescenza in una struttura medica superprotetta all’interno di una residenza presidenziale. 

L’offerta di cure sarebbe arrivata direttamente da Vladimir Putin durante una telefonata con il presidente Pezeshkian, motivata dalla necessità di sottrarre il leader a possibili raid israelo-statunitensi contro gli ospedali iraniani. Il Cremlino, tramite il portavoce Peskov, ha preferito non commentare. 

L’assenza di Mojtaba ha scatenato una girandola di speculazioni, spesso contraddittorie, che vanno dalla notizia del suo decesso a illazioni sulla sua vita privata.  

Molti dubitano perfino dell’autenticità del suo primo discorso bellicoso: secondo alcune fonti, il testo sarebbe stato scritto da Ali Larijani a insaputa di Mojtaba, ricalcando dichiarazioni passate del Segretario del Consiglio di Sicurezza. 

Il New York Post ha riportato indiscrezioni secondo cui Donald Trump avrebbe riso nell’apprendere rapporti d’intelligence sulla presunta omosessualità di Mojtaba, un dettaglio che, se confermato, spiegherebbe perché il padre Ali lo avesse a lungo ritenuto inadatto al ruolo. 

Le indiscrezioni parlano di passati trattamenti per l’infertilità e di condizioni attuali gravissime, voci che Teheran tenta di mettere a tacere. 

Nonostante il “velo di nebbia”, da Teheran giungono notizie di decisioni politiche concrete. Mojtaba avrebbe confermato i funzionari nominati dal padre e nominato Mohsen Rezaei, ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie, come suo capo militare. Un segnale di continuità che cozza con l’immagine di un leader convalescente o isolato all’estero.