CITTÀ DEL MESSICO – Il Messico invierà aiuti umanitari, compresi alimenti, a Cuba questa settimana. Lo ha annunciato la presidente Claudia Sheinbaum, dopo che gli Stati Uniti hanno minacciato di imporre dazi sui Paesi che forniscono petrolio all’isola.
“Prevediamo di inviare aiuti umanitari a Cuba, cibo e altri prodotti, risolvendo diplomaticamente la questione delle forniture di petrolio per motivi umanitari”, ha dichiarato Sheinbaum in un discorso pubblico.
Il Messico era diventato un fornitore di petrolio cruciale per Cuba, che sta affrontando una grave crisi energetica, aggravata dalla sospensione delle forniture di greggio dal Venezuela a seguito dell’intervento militare statunitense nel Paese e della cattura di Nicolás Maduro.
Sheinbaum aveva avvertito che il Messico avrebbe mantenuto la sua solidarietà con Cuba, dando al contempo istruzioni al suo ministro degli Esteri di contattare Washington per “comprendere appieno le implicazioni” dell’ordine esecutivo del presidente Donald Trump che sanziona le forniture di idrocarburi all’isola.
Il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha nel frattempo accusato il governo degli Stati Uniti di voler usare gli stessi “pretesti” e la stessa formula impiegata contro il Venezuela per portare avanti una possibile aggressione anche contro l’isola caraibica.
“Tempi duri come questi vanno affrontati con coraggio e valore”, ha detto in un discorso a membri del Partito Comunista a L’Avana, ripreso dai media ufficiali.
Secondo il presidente, l’aggressione contro Caracas - culminata con la cattura del presidente Nicolás Maduro il 3 gennaio - è stata preceduta da una “intensa campagna di pressione economica, politica e propagandistica” e da un ampio spiegamento militare. La stessa ricetta - secondo Díaz-Canel - sarebbe ora usata per Cuba.
La presa di posizione arriva in particolare dopo l'avvertimento di Washington sull'imposizione di dazi commerciali ai Paesi che vendono petrolio a L’Avana. Nel suo intervento ha precisato di non escludere negoziati con gli Stati Uniti, purché si svolgano “tra pari” e nel rispetto reciproco, sottolineando però che finora non ci sono stati contatti.