CANBERRA - Il sistema politico australiano mostra segnali di trasformazione, con One Nation che guadagna terreno e mette sotto pressione sia il Partito laburista che la Coalizione.

Secondo l’ultima analisi trimestrale di Newspoll, il partito guidato da Pauline Hanson nel Queensland ha superato entrambi i principali schieramenti, raggiungendo il 30% delle preferenze primarie.

Nello stesso Stato, il Partito laburista si ferma al 27% e il Partito liberal-nazionale al 23%, segnando uno scarto che fotografa un cambiamento rilevante negli equilibri elettorali. A livello nazionale, One Nation si posiziona come seconda forza in quasi tutti gli Stati, con l’unica eccezione del Victoria, dove la Coalizione mantiene un lieve vantaggio.

Il dato più rilevante riguarda la composizione del consenso. Il partito populista cresce tra i giovani: tra gli elettori tra 18 e 34 anni passa dall’8% al 19%, diventando la terza forza dietro Partito laburista e Verdi. Aumenta anche il sostegno tra le donne, dove registra il 26%, leggermente superiore rispetto a quello riscontrato tra gli uomini.

La tendenza si estende anche ad altri segmenti: tra gli elettori cristiani One Nation raggiunge il 31%, mentre tra chi parla una lingua diversa dall’inglese in casa raddoppia il consenso, salendo al 19%. Si tratta di segnali che indicano un’espansione oltre la base tradizionale.

Parallelamente, emerge una crescente insoddisfazione verso il primo ministro Anthony Albanese. Tra le donne, il giudizio negativo sulla sua leadership sale al 55%, mentre il consenso per il Partito laburista scende al 30%. Il partito paga soprattutto il peso del costo della vita, dell’aumento dei tassi d’interesse e della crisi del carburante.

Ma il colpo più duro lo subisce la Coalizione. Il 35% dei suoi elettori alle ultime elezioni avrebbe già spostato il proprio voto verso One Nation, un dato che evidenzia una perdita di presa impressionante.

Questo scenario apre un doppio fronte di rischio. Per il Partito laburista, la crescita di One Nation rappresenta una minaccia nel medio periodo. Nel breve, però, è la Coalizione a subire l’impatto più diretto, venendo resa incapace di capitalizzare il calo del governo.

In vista delle prossime elezioni, soprattutto nel Victoria, la frammentazione del voto conservatore potrebbe favorire i laburisti, nonostante il malcontento diffuso.