CANBERRA - Secondo i dati pubblicati dall’Australian Bureau of Statistics, nel quarto trimestre del 2025 il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,8%, il ritmo più sostenuto degli ultimi tre anni.

Su base annua, la crescita ha raggiunto il 2,6%, superando le previsioni della Banca centrale, che stimava un’espansione del 2,3% per l’intero 2025.

Il risultato rappresenta anche l’incremento annuale più elevato dal marzo 2023 e segna un miglioramento rispetto al 2,1% registrato nei dodici mesi fino a settembre 2025.

Diversi settori hanno contribuito alla ripresa. Sia la domanda pubblica sia quella privata hanno aggiunto 0,3 punti percentuali alla crescita complessiva del PIL. Anche la spesa delle famiglie ha mostrato segnali di recupero, aumentando dello 0,3% nel trimestre e del 2,4% nell’arco dell’anno.

La spesa discrezionale è salita dello 0,4%, sostenuta dalle promozioni del Black Friday e da una forte partecipazione a grandi eventi sportivi e concerti.

Un altro segnale positivo arriva dal PIL pro capite, cresciuto per il quarto trimestre consecutivo e ora superiore dello 0,9% rispetto a un anno fa. Secondo Grace Kim, responsabile dei conti nazionali dell’ABS, si tratta del miglior risultato annuale dal quarto trimestre del 2022.

Nonostante la crescita solida, restano però interrogativi sulla capacità dell’economia di sostenere questo ritmo senza riaccendere le pressioni sui prezzi. La produttività, che misura il rapporto tra produzione economica e ore lavorate, è rimasta invariata nel quarto trimestre dello scorso anno e ha registrato un aumento dell’1% su base annua.

Il miglioramento della produttività viene ritenuto uno dei fattori chiave per contenere l’inflazione mentre l’economia continua a riprendersi dalla fase di rallentamento successiva alla pandemia.

Alcuni economisti osservano che dati di crescita più forti del previsto potrebbero complicare il lavoro della Banca centrale. Stephen Smith, di Deloitte Access Economics, ha osservato che l’accelerazione dell’economia potrebbe trasformarsi in una “cattiva notizia” se alimenterà ulteriormente l’inflazione.

I nuovi dati arrivano dopo una crescita dello 0,4% nel terzo trimestre del 2025 e suggeriscono che la domanda interna resta sostenuta.

Per la RBA, il rischio è che un’espansione superiore alla capacità dell’economia renda necessario mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo.