BRISBANE – Il confronto tra governo federale e quello del Queensland si inasprisce alla vigilia dell’avvio di Thriving Kids, il nuovo sistema di servizi pensato per alcuni bambini che in futuro potrebbero non rientrare più nello schema NDIS.
Il ministro federale della Sanità Mark Butler ha criticato il governo Liberal Nazionale del Queensland per non avere ancora aderito formalmente al programma, mentre tutti gli altri Stati e Territori hanno già avviato la preparazione dei rispettivi servizi.
Thriving Kids, annunciato nell’agosto scorso, rappresenta uno degli strumenti con cui Canberra punta a contenere la crescita della spesa per il NDIS, che ha raggiunto 51 miliardi di dollari. Il programma prevede che Stati e Territori forniscano assistenza ai bambini sotto i nove anni con ritardi nello sviluppo o autismo e con esigenze definite “lievi o moderate”.
Il Queensland contesta però l’impostazione del governo Albanese, accusandolo di trasferire costi alle amministrazioni statali e di non avere ancora chiarito aspetti fondamentali, tra cui la definizione stessa dei livelli di bisogno.
Con la prima fase prevista dal primo ottobre, Butler ha sostenuto che il ritardo rischia di penalizzare direttamente famiglie e bambini del Queensland.
Il ministro ha inoltre ricordato che tutti i governi statali, compreso quello di Brisbane, avevano accettato all’inizio dell’anno di sviluppare servizi di base esterni al NDIS in cambio di 25 miliardi di dollari di finanziamenti federali per gli ospedali.
Anche Nicole Rogerson, CEO di Autism Association of Australia, ha criticato la mancata adesione, avvertendo che dietro lo scontro politico vi sono famiglie che rischiano di rimanere prive di servizi.
Il governo del Queensland ha ribadito invece i propri timori per i giovani che potrebbero “cadere nelle lacune del sistema” e per le persone vulnerabili che dipendono dal NDIS, accusando il Commonwealth di non garantire finanziamenti di lungo periodo.
La fase iniziale di Thriving Kids comprenderà strumenti generali come corsi online per genitori, linee telefoniche e materiale informativo. Successivamente saranno introdotti interventi più mirati, comprese terapie nelle scuole, con piena attuazione prevista entro gennaio 2028.
Restano tuttavia dubbi nella comunità della disabilità sull’adeguatezza del programma per i minori con esigenze moderate e sul maggiore carico che potrebbe ricadere sulle famiglie.
Butler ha inoltre annunciato l’avvio di colloqui con gli Stati per sviluppare servizi analoghi destinati ai minori sopra i nove anni e agli adulti che potrebbero restare fuori dal NDIS.