Ospite negli studi di Rete Italia nel corso di un recente viaggio in Australia, il produttore molisano Claudio Cipressi, fondatore dell’omonima cantina di San Felice del Molise, in provincia di Campobasso, ha raccontato la storia di un vitigno per troppo tempo dimenticato: la Tintilia, oggi simbolo di una sorta di rinascita della produzione enologica della piccola regione. 

Cipressi ha condiviso con entusiasmo il percorso che, negli ultimi trent’anni, ha trasformato una varietà di uva pressocché abbandonata in una delle eccellenze più riconoscibili del Molise. Un percorso iniziato più di trent’anni fa quasi “per caso”, con una scoperta che Cipressi ricorda quasi come “un colpo di fulmine”.

“Negli anni Novanta avevo altre attività – ha ricordato il viticoltore, o più precisamente vignaiolo, come si legge sulle etichette dei suoi vini – per puro caso ho incontrato una persona che mi parlò per la prima volta di Tintilia. Da lì è nato in me l’entusiasmo nel riscoprire questo vitigno che negli anni si era perso, perché aveva delle base rese, con poca produzione. Nel dopoguerra, infatti, si puntava a vitigni più produttivi e quindi tutte le vecchie varietà si sono a poco a poco abbandonate”.

Dopo aver impiantato le nuove vigne nel ’98, Cipressi si è dedicato a un lavoro di ricerca genetica del vitigno in collaborazione con l’università e nel 2001, finalmente, la prima Doc Tintilia. Cipressi ricorda con una certa soddisfazione di come nella sua azienda vinicola abbia avuto le piante madri, da cui è partito un nuovo inizio di una nuova stagione della viticoltura regionale.

Oggi, racconta il produttore, “in Molise ci sono circa trenta cantine, contro le cinque cantine, due private e tre sociali, che esistevano vent’anni fa. La Tintilia ha ridato identità a una terra che non aveva ancora trovato un vino capace di rappresentarla”.

Le vigne della cantina Cipressi si trovano a 500 metri sul livello del mare, a pochi chilometri dalla costa adriatica molisana. Il territorio collinare, caratterizzato da un’elevata escursione termica e da terreni argillosi e calcarei, favorisce una viticoltura di qualità. Tutte le coltivazioni della cantina Cipressi sono biologiche certificate. “Chi beve un mio vino beve uva, non beve altro”, sottolinea Cipressi, ricordando come in vigna non si utilizzino prodotti chimici e in cantina si lavori nel pieno rispetto della materia prima.

La filosofia produttiva si basa su un processo molto preciso, che ci racconta Cipressi: “Andiamo proprio a fare una selezione in vigna, non in una fase successiva. La prima selezione è in vigna, se c’è più umidità, più un terreno calcareo, argilloso, qualsiasi differenza riesce a darci un vino o un prodotto diverso e per noi questa è la prima selezione. Solo in un secondo momento andiamo a decidere a quale tipologia di prodotto destinarlo”.

Da questa attenzione nascono le diverse etichette della casa: tra queste il Macchia Rossa, il Tintilia 66, e poi rosati, passiti e perfino un metodo classico da uve Tintilia. “È un vino che, per equilibrio e freschezza, può competere con i grandi spumanti italiani o champagne francesi”, dice con una punta di orgoglio il vignaiolo Cipressi.

La Tintilia è un vitigno raro e affascinante. Il suo colore è tenue, con riflessi rubino, e il profilo aromatico spazia da note speziate e balsamiche a sentori di frutti rossi. «Molti pensano sia un vino pesante», precisa Cipressi, “ma in realtà è l’opposto: elegante, morbido, con una freschezza sorprendente per una regione del Sud”. Le origini del vitigno restano in parte misteriose: alcuni lo fanno risalire ad antiche varietà balcaniche o greche introdotte in Molise secoli fa, altri lo considerano un vitigno autoctono, profondamente radicato nel territorio.

Cipressi non parla solo di vino, ma anche del legame tra agricoltura sostenibile e benessere. “Preferisco spendere un po’ di più per un prodotto biologico – afferma -, perché so che non contiene sostanze nocive. È una garanzia per chi lo produce e per chi lo consuma”.

Infine, il produttore ha invitato a visitare il Molise, “una regione ancora incontaminata, dove si può vivere la natura, gustare prodotti genuini e scoprire la tranquillità”. 

“Il Molise è piccolo ma autentico – conclude -. Chi viene da noi trova tempo, silenzio e vini che parlano di territorio”.