BERGAMO - Una giornata importante, per tenere vivo il ricordo di uno dei periodi più bui, quello della pandemia, che proprio nel capoluogo orobico ha visto l’epicentro di una delle fasi più critiche dell’epidemia.
“Oggi Bergamo è, per tutti noi, un luogo della memoria nazionale. È il nome di una città che coincide con un tempo che credevamo impossibile da attraversare: un tempo in cui tutto si è fermato, ma il dolore no”. Queste le parole del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che è intervenuto alle celebrazioni della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Coronavirus.

La cerimonia è organizzata al cimitero monumentale, dove sei anni fa, nel giro di pochi giorni, si accumularono centinaia di feretri di morti di Covid, tanto che fu poi necessario trasportarli in altre città con i camion militari per procedere alla cremazione.
Nel suo intervento, il ministro ha ricordato il significato della ricorrenza del 18 marzo per rendere omaggio alle vittime della pandemia e custodire la memoria di una delle pagine più dolorose della storia. 

“È il giorno in cui l’Italia sceglie di fermarsi e ricordare chi non c’è più, chi ha lasciato un vuoto che non si colma”.
Zangrillo ha richiamato l’immagine che ha segnato la memoria collettiva del Paese e che resta simbolo di quei giorni drammatici. 
“Il 18 marzo 2020 resterà inciso nella memoria di questa città, dell’Italia e del mondo intero. Quella sera abbiamo visto un’immagine che nessuno potrà dimenticare: i carri militari in fila, nel silenzio irreale, a scortare decine di feretri fuori da Bergamo”.

Nel suo intervento Zangrillo ha ringraziato tutte le donne e gli uomini che, nei mesi più difficili della pandemia, hanno continuato a servire il Paese: il personale sanitario, la Protezione civile, le Forze dell’ordine, i volontari e le donne e gli uomini della Pubblica amministrazione che hanno garantito continuità ai servizi essenziali anche nelle fasi più difficili dell’emergenza.
Un pensiero particolare è stato rivolto ai sindaci e agli amministratori locali, “che in quei giorni sono stati il volto più vicino dello Stato alle comunità”, ha aggiunto Zangrillo.

“Se c’è un messaggio che Bergamo consegna all’Italia è questo: dal dolore si può uscire, ma non da soli. È questo l’impegno che, come istituzioni, rinnoviamo oggi: tenere viva la memoria e farne responsabilità, ogni giorno”, ha concluso il ministro.