È una casa fisica, certo, ma anche e soprattutto una casa mentale. Un luogo dell’anima capace di trasformarsi in rifugio, in porto sicuro, in quello spazio intimo dove ci si può fermare, riprendere fiato e ritrovarsi davvero. È questa la ‘casa’ che Tommaso Paradiso racconta e costruisce nel suo nuovo album, Casa Paradiso. Un disco che funziona come una mappa emotiva, un perimetro affettivo da attraversare stanza dopo stanza, lasciandosi guidare da ricordi, visioni e cambiamenti vissuti negli ultimi anni.

Per comprendere la direzione di questo nuovo lavoro è utile ricordare da dove viene Tommaso Paradiso. Nato a Roma nel 1983, cresciuto tra le vie del quartiere Prati e gli ascolti dei grandi del cantautorato italiano, Paradiso ha sempre vissuto la musica come un prolungamento naturale delle proprie emozioni. Dopo gli studi in filosofia e una serie di lavori che poco avevano a che fare con lo spettacolo, fonda nel 2009 i Thegiornalisti, la band che lo porterà alla ribalta nazionale grazie a brani diventati veri classici del pop moderno, come Riccione, Completamente e New York. Nel 2019 inizia il percorso solista, spinto dal desiderio di trovare una libertà ancora più personale, e pubblica singoli come Non avere paura e Ma lo vuoi capire?, confermando una scrittura diretta, spontanea, istintivamente pop.

Tutto questo bagaglio musicale e umano confluisce in Casa Paradiso, un progetto che segna un ritorno a un’intimità quasi domestica. Qui, Tommaso mette in scena il suo mondo di oggi, un universo fatto di equilibri ritrovati, di nuove responsabilità e di traslochi’ continui,  dalle case reali alle etichette discografiche, che diventano metafore dei passaggi interiori che lo hanno attraversato. Ma accanto al movimento c’è anche la stabilità delle certezze: la necessità di raccontarsi senza filtri e la fiducia in una scrittura che, negli anni, è rimasta fedele alla sua sensibilità.

“Ogni disco racconta un periodo della vita di chi lo scrive”, spiega Paradiso. Da ragazzo, ascoltava i dischi dei suoi idoli come si leggono i diari personali altrui: con la curiosità di capire cosa stessero vivendo, come stessero cambiando. “Io sono molto attaccato all’esperienza, non solo al pensiero. Attraverso questo disco racconto ciò che ho vissuto negli ultimi anni”. Non ha ancora affrontato nelle canzoni la nascita di sua figlia, semplicemente perché la scrittura è precedente, ma non ha dubbi sul fatto che quel momento troverà spazio nei progetti futuri. L’album, anticipato dai singoli Lasciamene un pò e Forse, è costruito come un percorso in dieci brani: dieci stanze, ognuna con la propria luce, il proprio profumo, la propria storia. Dieci modi diversi di guardare la stessa casa, reale o simbolica che sia. “Queste canzoni sono figlie di qualche viaggio, ma sono molto italiane”, racconta Tommaso. Italiane nel modo di attraversare le città, di osservare i dettagli, di fondere malinconia e vitalità. Che si trovi a Roma o Milano, Paradiso ama girare in monopattino con la musica nelle orecchie: “Mi faccio dei viaggi profondissimi, osservo le case, che sono per me una sorta d’ossessione”.

Il disco si apre con Tornare a casa, un brano che cercava di scrivere da anni, più volte riscritto in versioni diverse. Funziona come chiave di lettura dell’intero progetto: un invito a riscoprire il valore del ritorno, qualunque esso sia. Il percorso prosegue tra atmosfere leggere, aperture collettive e momenti più intimi. 

L’unico featuring è Ma come fanno i rapper, realizzato con Setak, amico fraterno di lunga data: “Ci conosciamo da vent’anni, forse di più”. A chiudere l’album è Spettacolo, un brano quasi cinematografico, sospeso tra malinconia e speranza, che lascia la sensazione di un viaggio appena concluso ma già pronto a ricominciare. Pur vivendo una fase creativa luminosa, Paradiso non ignora il contesto in cui l’album nasce: un presente attraversato da tensioni, ombre e guerre. “Essere leggeri in tempi così non è semplice”, ammette. “Guardando le notizie verrebbe da pensare che non si dovrebbe fare spettacolo. Ma la musica è anche conciliatoria. L’arte è il luogo in cui mi rifugio nei momenti difficili, come tornare tra le braccia di mamma”. E mentre si avvicina la stagione delle indiscrezioni sanremesi, il suo nome circola tra i papabili: “Le statistiche dicono che prima o poi ci andrò. Se non è quest’anno, sarà il prossimo”, dice con la sua consueta ironia.

Per presentare Casa Paradiso dal vivo, Tommaso tornerà nei palazzetti con il tour Tommaso Paradiso Palasport 2026, prodotto da Live Nation, al via il 15 aprile dal PalaBigot di Gorizia. Seguiranno due date a Roma, una grande serata a Milano e poi Torino, Bologna, Padova, Firenze e Napoli: un viaggio attraverso l’Italia che sembra già una nuova estensione di quella ‘casa’ che l’artista ha scelto di condividere con chi lo ascolta. E, come sempre accade con Tommaso Paradiso, ogni tappa sarà un capitolo, ogni canzone una porta aperta, ogni concerto un nuovo ritorno a casa.